Coronavirus. potenziato il Pronto soccorso dell’ospedale di Prato: in arrivo 12 infermieri e 6 Oss

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Potenziato il personale sanitario, tra infermieri e operatori socio sanitari (Oss) in tutti i pronto soccorso dell’Ausl Toscana Centro. Una misura, spiega un comunicato stampa, messa a punto dall’Azienda per fronteggiare i periodi di iper-afflusso ed affiancare gli operatori in servizio impegnati nell’assistenza ai pazienti ricoverati nei Dea.

Tale incremento del personale addetto all’assistenza  da considerarsi in più rispetto al turnover del 2020, che sarà garantito al 100%, nonchè oggetto di accordo sindacale. Saranno 48 in totale i nuovi assunti individuati dalle graduatorie esistenti per ridurre al minimo i tempi di attesa e distribuiti nei nove pronto soccorso aziendali.

Nel dettaglio nei prossimi mesi entreranno in servizio: 9 infermieri e 2 Oss al pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, 6 infermieri al Santa Maria Annunziata, 2 infermieri al Santa Maria Nuova, 12 infermieri e 6 Oss al pronto soccorso dell’Ospedale Santo Stefano di Prato , 3 infermieri al San Jacopo, 2 infermieri al Ss. Cosma e Damiano di Pescia, 3 infermieri al San Giuseppe di Empoli, 2 infermieri in pronto soccorso dell’Ospedale Mugello di Borgo San Lorenzo, e 1 infermiere al Serristori di Figline Valdarno.

“E’ un’azione importante per garantire un ulteriore supporto al personale sanitario impegnato quotidianamente nei reparti di emergenza e urgenza della nostra azienda – spiega Paolo Zoppi, direttore del dipartimento infermieristico aziendale -. Rappresenta anche un importante atto di riconoscimento della professione infermieristica nel garantire una risposta di qualità alla presa in carico degli utenti”.

La professione infermieristica trova ampi spazi di autonomia anche in setting molto complessi come quello dei Dea, ad esempio il trattamento in See and Treat dei codici minori, ovvero che non necessitano di indagini e trattamenti complessi. Pertanto una maggiore presenza di personale sanitario all’interno dei singoli pronto soccorso rappresenta un vantaggio nel garantire una maggiore celerità ai percorsi clinico assistenziali”.

Coronavirus, le associazioni cinesi di Prato ai loro connazionali: “Per ora restate a Wenzhou”

“Non tornate a Prato fino a che non avete la certezza di stare bene”. E’ il messaggio che, attraverso le agenzie di viaggio, le 19 associazioni cinesi presenti in città inviano ai proprio connazionali andati in Cina per il Capodanno. Una precauzione in più per evitare la diffusione del Coronavirus oltre la Muraglia, e una forma di rispetto per la comunità pratesi che li ospita. Un messaggio che riguarda dalle 400 alle 500 persone.

La comunità cinese, ha accantonato l’idea di una struttura ad hoc per la quarantena dei propri connazionali  rientrati in città, a favore di un blocco delle partenze. “Non possiamo imporlo – spiega Xu Qiulin, presidente dell’associazione d’amicizia cinese – però è ciò che chiediamo attraverso le agenzie di viaggio. Restino altre due settimane a casa in Cina. Una volta sicuri di stare bene, tornino. E comunque chi è già tornato si è chiuso in casa in autoquarantena. Sappiamo che non è necessario, ma per noi è una precauzione in più. Siamo a disposizione delle autorità italiane per qualsiasi cosa riterranno necessario”.