Fulmine fa strage di gorilla in via d’estinzione: morti 17 esemplari

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Per anni cacciati dai bracconieri senza scrupoli fino a giungere a un passo dall’estinzione. I gorilla di montagna sono attualmente tutelati in una serie di parchi adibiti alla loro protezione. Ma trovarsi al riparo dall’uomo non significa per forza di cose essere immuni dalle minacce di… Madre Natura.

Lo conferma un singolare caso avvenuto nel Mgahinga National Park in Uganda dove un fulmine ha colpito in pieno un branco di primati causando diverse vittime. Lo confermano i responsabili dell’area protetta via comunicato stampa e in intervista ai microfoni della BBC. Protagonista dell’incidente un gruppo di 17 esemplari conosciuto come “famiglia Hirwa” arrivata sulla parte ugandese dei pendii dei Virunga dal Ruanda, a perdere la vita – confermano i guardiacaccia – 3 femmine adulte e 1 cucciolo: «È una cosa davvero triste», spiega il responsabile Andrew Seguya, «anche considerando l’immenso contributo che questi esemplari avrebbero potuto dare alla ripopolazione della specie».

Il resto degli Hirwa sono poi stati rintracciati e sarebbero in discrete condizioni di salute. Attualmente, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, al mondo i gorilla di montagna sono circa 1’000, pochi ma in crescita rispetto al record negativo del 2008 di 680 esemplari. Diversi di questi si trovano nel parco transnazionale dei Virunga, condiviso da Uganda, Ruanda e Repubblica democratica del Congo. Il parco nazionale dei Virunga (in francese: parc national des Virunga), noto in precedenza con il nome di parco nazionale di Albert (Parc Albert), è un’area naturale protetta della Repubblica Democratica del Congo, fondata nel 1925 come primo parco nazionale africano.

È famoso in quanto ospita i gorilla di montagna, nonostante il bracconaggio e la guerra civile del Congo ne abbiano messo in pericolo l’esistenza. Il parco è gestito dall’Institut Congolais pour la Conservation de la Nature (ICCN). Dal 1979 è considerato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.