Maltempo, raccolti a rischio con gelo improvviso

Ghiaccio e neve sulle piante in fiore con allarme nelle campagne per il brusco calo delle temperature sulla Penisola che rischia di provocare danni incalcolabili alle produzioni dopo il risveglio provocato dal caldo anomalo dell’ultimo periodo. È quanto afferma la Coldiretti in relazione all’ondata di maltempo che sta facendo crollare la colonnina di mercurio anche di diversi gradi con neve dall’Alto Adige alla Campania e alla Puglia e venti forti artici di tramontana che stanno investendo serre e frutteti.

Una situazione di pericolo – sottolinea la Coldiretti – dopo che il caldo anomalo di gennaio e di inizio febbraio ha fatto fiorire mandorle e mimose e anticipato il risveglio delle piante da frutto, perché le espone a uno sbalzo termico con la perdita dei raccolti e del lavoro di un intero anno. A macchia di leopardo lungo la Penisola si sono verificate – evidenzia la Coldiretti – fioriture anticipate delle mimose in Liguria e dei mandorli in Puglia, Sicilia e Sardegna dove inizia a sbocciare anche qualche pianta da frutto, mentre in Abruzzo sono in fase di risveglio, con un anticipo di oltre un mese, gli alberi di susine, pesche mentre gli albicocchi in Emilia hanno già le gemme che si stanno addirittura aprendo nei noccioleti del Piemonte.

Una conferma purtroppo dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano – continua la Coldiretti – con una marcata tendenza al surriscaldamento ma anche con la più elevata frequenza di fenomeni eccezionali con sfasamenti stagionali su temperature e precipitazioni ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

Ora – precisa la Coldiretti – rischia di ripetersi quanto già avvenuto nell’inverno 2018 in cui si è verificato un crollo del 15% della produzione di albicocche e del 15% per le pesche secondo l’Istat. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con sfasamenti stagionali ed eventi estremi che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.



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