Marijuana, in Usa cresce consumo tra over 65

14

Negli Stati Uniti il consumo di marijuana è oggi autorizzato in moltissimi Stati  e sembra essere in crescita anche tra i baby boomers, nati e cresciuti nel periodo del dopoguerra e negli anni ’60, quindi in un’epoca culturale che rese molto popolare la droga, senza riflettere troppo sulle conseguenze negative di coloro che utilizzano la marijuana sia ad uso ricreativo sia a scopo terapeutico, trattandosi probabilmente di fumatori abituali, esposti da molto tempo ai principi attivi della cannabis.

Ai baby boomer piace la marijuana. Secondo un nuovo studio pubblicato su Jama Internal Medicine in quattro anni il consumo di marijuana è salito del 75% tra gli over 65. Gli aumenti maggiori tra le donne, la fascia più istruita e più ad alto reddito. Tuttavia se l’industria gioisce, gli esperti esprimono preoccupazione per la mancanza di informazioni e ricerche sugli effetti che il consumo di marijuana può avere sugli over 65. Ad oggi undici stati americani e District of Columbia con la capitale Washington hanno legalizzato la marijuana per uso ricreativo mentre 33 hanno legalizzato quella medica.

Nel mondo, le leggi sull’uso e sulla coltivazione di droghe sono diverse da Paese a Paese. In Italia, la detenzione, l’uso personale a scopo ricreativo o sanitario, la coltivazione, la produzione e la distribuzione della cosiddetta cannabis legale sono oggetto da anni di varie normative, non sempre interpetate in modo univoco, e ancora oggi il dibattito politico intorno alla liberalizzazione della cannabis è acceso. Nel nostro Paese spesso l’uso viene associato a un comportamento trasgressivo che fa parte soprattutto del periodo adolescenziale e dei giovani adulti. Dati stratificati per età però non ne abbiamo rintracciati per quanto riguarda l’Italia. Certo che la ricerca di provenienza americana offre uno spunto di riflessione sulla dipendenza da una delle droghe leggere maggiormente utilizzate, che non può essere considerata solamente un tema riguardante l’età giovanile.