Mascherine FFP3 per coronavirus: caratteristiche e quando usarle

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Le mascherine FFP3 per il coronavirus, così come quelle di classe FFP2, sono certificate in conformità alla norma EN 149, che viene considerato uno standard necessario per essere certi della protezione fornita da questi dispositivi contro il rischio biologico. A spiegarlo è l’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) o collettivi in una nota ufficiale, in cui si legge che le mascherine FFP3, con un’efficacia filtrante del 98% (rispetto al 92% garantito dalla classe FFP2), “sono sufficienti a garantire la prevenzione dai rischi biologici aereodispersi, in molte situazioni lavorative in ambito sanitario”.

Come dimostra la diffusione di queste protezioni soprattutto nelle strutture sanitarie, in ottica coronavirus queste maschere sono utili, oltre che per gli operatori sanitari, per le persone che vivono nelle aree considerate focolaio e dunque zone rosse, come ad esempio il comune di Codogno nell’ambito dei primi casi segnalati in Italia.

Come usare una mascherina FFP3
In una guida diffusa dal Ministero della Salute diversi anni fa per l’uso corretto delle mascherine per la trasmissione del virus influenzale AH1N1v viene sottolineato come “un uso non corretto di mascherine e respiratori può aumentare, anziché ridurre, il rischio di trasmissione dell’infezione”. La protezione è infatti garantita quando il respiratore è “perfettamente adattato al viso”, un passaggio che secondo il sistema sanitario britannico (NHS) andrebbe mostrato da personale addestrato.

Proprio per questo le mascherine FFP3 o FFP2 non sono consigliate per i bambini o per le persone con la barba, a causa “dell’impossibilità di un perfetto adattamento ai contorni del viso”, spiega il Ministero della Salute. Inoltre, un uso corretto delle mascherine prevede il lavaggio delle mani prima e dopo la rimozione di un respiratore, oltre a un’attenzione allo smaltimento di questi oggetti nella spazzatura, per essere certi che altre persone non entrino in contatto con le maschere fortuitamente. In particolare, il Ministero della Salute ricorda poi come l’utilizzo delle mascherine protettive debba essere “combinato con altre azioni di prevenzione/igiene personale e respiratoria”, quali:

– lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o, in alternativa, con detergenti a base di alcol;

-coprire naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce;

-evitare contatti tra le mani e occhi, naso, o bocca.