Vitamina D: in inverno è indispensabile

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La vitamina D è indispendabile per il buon funzionamento del nostro organismo. Più che una semplice vitamina è considerata un ormone perché viene sintetizzata dal nostro organismo, attraverso l’esposizione al sole.

Proprio il fatto che per diversi mesi all’anno non ci esponiamo al sole può facilitare la sua carenza: secondo i dati, la vitamina D che assimilino durante l’estate tende a dimezzarsi da fine estate in poi, fino a causare una carenza se già ne avevamo immagazzinata poca.

Ma non è l’unico fattore che provoca una diminuzione dei suoi livelli, perché incidono anche: l’età, l’altitudine, l’inquinamento.

Ci sono diversi segni che possono indicare che i livelli di vitamina D nel nostro organismo non sono ottimali. Partecipando, infatti, a tante funzioni all’interno dell’organismo, quando questa vitamina non è sufficiente, si verificano:  indebolimento del sistema immunitario e facilità ad ammalarsi,  stanchezza e affaticamento cronici, osteoporosi e dolori ossei, depressione,  psoriasi,  debolezza muscolare, ipertensione.

Adeguati livelli di vitamina D aiutano a contrastare l’insorgenza di: malattie autoimmuni, malattie reumatiche, malattie neurodegenerative, malattie cardiovascolari, obesità, emicrania.

In inverno, le lunghe giornate estive sono solo un ricordo lontano, ma è ancora possibile ottenere abbastanza sole per aumentare i livelli di vitamina D.

La vitamina D è una sostanza meravigliosa che sembra curare tutta una serie di disturbi: secondo la ricerca scientifica abbassa i tassi di cancro, le fratture ossee, il diabete, l’incidenza delle malattie cardiache, e anche l’ansia e la depressione. Viene prodotta a livello endogeno attraverso l’esposizione solare della pelle ai raggi ultravioletti. Per essere attiva deve subire due processi organici che impegnano organi molto importanti del nostro corpo, il fegato e i reni.

Fondamentale per il nostro organismo

La vitamina D Induce l’assorbimento del calcio a livello intestinale, mantiene le concentrazioni sieriche di calcio e fosfato adeguate per consentire una normale mineralizzazione delle ossa e prevenire l’osteoporosi ed è fondamentale per la crescita delle ossa e per l’attività di osteoblasti e osteoclasti. Tuttavia, con tutto il tempo che passiamo in casa oggi, il 75% degli italiani non ne attiva abbastanza.
Dato che l’approvvigionamento di questa vitamina avviene essenzialmente attraverso l’esposizione della pelle ai raggi solari UVB, è facile comprendere come al giorno d’oggi sia per molti impossibile o quasi assimilare una corretta e costante dose di sole durante l’arco dell’anno. Non è un caso se molti studi hanno notato, ad esempio, che le epidemie di influenza invernali coincidono con il picco di massima carenza della vitamina D nell’essere umano. Alle nostre latitudini, infatti, non è possibile assimilare il dovuto quantitativo di vitamina D nei mesi che vanno da novembre a marzo compresi.

La vitamina D riduce il rischio di tumori

Per la stragrande maggioranza, gli organi del corpo rispondono alla vitamina D. Ciò vuol dire che le cellule degli stessi sono in grado di assicurare funzioni biologiche che dipendono dalla disponibilità di questa vitamina-ormone. L’interazione coi geni di quest’ultima avviene dentro le cellule dell’organismo, in modo tale che si ritiene essa possa accelerare la guarigione dei tessuti e delle cellule, quindi ridurre il rischio che divengano cancerose.

Danni da mancanza di vitamina D

La vitamina D è un costituente basilare di parecchie funzioni fisiologiche dell’organismo. Parecchi studi scientifici mettono in correlazione una mancanza grave di questa sostanza con patologie come la parodontite, l’osteoporosi, la fibromialgia, il dolore cronico, il diabete (sia di tipo I che II), la sclerosi multipla, il deterioramento cognitivo senile, l’asma e molte altre malattie tra cui diciassette diversi tipi di cancro. Nel bambino, invece, una eccessiva carenza di vitamina D porta al fenomeno del rachitismo.

Assumere vitamina D in inverno? Si può!

Basta stare il più possibile all’aperto. Sarebbe sufficiente un’esposizione alla luce solare di almeno 10 minuti al giorno per mantenere i livelli di vitamina D ottimali nel nostro corpo. Il momento migliore per esporsi al sole è mezzogiorno, quindi prima di pranzo o dopo concedetevi una passeggiata.

Ma non solo, anche la dieta vi può aiutare. Ci sono alcuni alimenti che possono fare la differenza:

  • salmone (preferibilmente non da allevamento)
  • aringhe e sardine
  • halibut
  • olio di fegato di merluzzo
  • gamberi
  • tuorli d’uovo
  • funghi