Allarme di Fontana: “Presto non potremo aiutare, tutti a casa o chiediamo altre misure”

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Allarme del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sulla situazione nella sua regione per l’emergeza Coronavirus. “Purtroppo i numeri del contagio non si riducono – dice – continuano ad essere alti. Fra poco non saremo più nelle condizioni di dare una risposta a chi si ammala”. Fontana è partito da qui per chiedere a tutti di “stare a casa”.

“Tutti i giorni faccio questo appello: amici, lo sto dicendo in modo educato ma tra poco bisognerà cambiare il tono, se non lo capite con le buone: non dovete uscire, dovete stare in casa”, ribadisce Fontana.

“Purtroppo –  sottolina il governatore lombardo – i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere saranno alti e tra poco non saremo in grado di dare una risposta a chi si ammala. Vi stiamo chiedendo un sacrificio per salvare le vite umane. Forse non lo avete ancora capito ma ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri. Se si dovesse andare avanti” con comportamenti errati “chiederemo al governo di emanare provvedimenti ancora più rigorosi”.

Fontana ha inoltre lanciato un “appello accorato a tutti i medici e infermieri andati in pensione negli ultimi due anni, a quelli che svolgono la loro attività in strutture private, agli specialisti in rianimazione del pronto soccorso: mettetevi a disposizione del nostro sistema per darci una mano in questi giorni

L’emergenza coronavirus in Lombardia – “Domenica o la curva scende o probabilmente bisognerà valutare l’assunzione di misure un po’ più rigide”, ha detto in mattinata l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera su 7 Gold parlando dell’andamento dei contagi da Coronavirus. “Io spero che i sacrifici di molti e l’atteggiamento consapevole dei lombardi possa essere sufficiente”, ha aggiunto. Intanto sale il numero dei medici deceduti per nuovo coronavirus.

E’ morto il segretario della Federazione dei medici di Medicina generale (Fimmg) di Lodi, Marcello Natali, aveva 57 anni e non aveva particolari gravi patologie pregresse. Dopo il ricovero a Cremona, era stato trasferito a Milano e ricoverato intubato in terapia intensiva per una grave polmonite bilaterale. Natali esercitava la sua attività di medico di famiglia nell’area di Codogno.