Avigan, fa discutere il nuovo farmaco giapponese, Zaia: “Lo sperimenteremo in Veneto”

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Un nuovo farmaco, testato in Giappone, potrebbe avere buone prestazioni nel contrasto al coronavirus. Una notizia che sta rimbalzando sui social e sui media in questi giorni, di forte tensione per una situazione come il Paese mai aveva vissuto. Notizia confermata dal presidente della Regione Luca Zaia, nel corso dell’incontro con la stampa di domenica 22 marzo. Su approvazione anche dell’Agenzia internazionale del farmaco, il Veneto entra ufficialmente nella sperimentazione di questo nuovo farmaco. Si tratta dell’Avigan.

Non è il primo che viene testato nella nostra Regione, una delle maggiormente colpite a livello globale in questa fase. Già nei giorni scorsi, infatti, in Veneto e nell’ospedale di Rovigo, era partita la sperimentazione di un’altra medicina che avrebbe fornito ottime speranze nel contrasto al coronavirus. Si tratta del Tocilizumab, nato inizialmente per il trattamento dell’artrite reumatoide.

E’ importante, in questo momento, non alimentare false speranze: si tratta di sperimentazioni, quindi siamo ancora distanti da una conferma della loro efficacia e dalla possibilità di somministrazione in massa ai malati.

La sperimentazione dovrebbe partire già nella giornata di lunedì 23 marzo, nella nostra Regione. Avere, comunque, indicazioni certe sulla efficacia e sulla piena utilizzabilità potrebbe richiedere una tempistica di un mese circa.

Avigan, Burioni avverte: non è certo funzioni

Antinfluenzale Avigan* (favipiravir), già usato in Cina nel trattamento di pazienti contagiati. La sua effettiva validità, però, divide gli esperti. «Non esistono evidenze scientifiche in merito», ha chiarito il virologo Roberto Burioni, che già aveva sottolineato in un tweet di non fidarsi di alcuni annunci che arrivano dall’estero.

«Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofen, i proclami sugli Ace inibitori che i somari scrivono Eca – scriveva l’esperto – hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube». Le autorità cinesi alcuni giorni fa sostenevano che il farmaco nipponico, sviluppato dalla Fujifilm Toyama Chemical, si è dimostrato efficace nel trattamento di pazienti contagiati dal coronavirus.

Il prodotto, ha riportato il Guardian, sarebbe stato utilizzato con successo nel trattamento di 340 pazienti tra Wuhan e Shenzhen. I pazienti a cui è stato somministrato il farmaco sarebbero risultati negativi, in media, a 4 giorni dalla positività. L’emittente Nhk ha riferito che i pazienti non trattati, invece, avrebbero impiegato 11 giorni per arrivare allo stesso risultato. Inoltre, le radiografie avrebbero confermato miglioramenti nelle condizioni polmonari del 91% dei pazienti a cui è stato somministrato il farmaco. La percentuale scende al 62% se si considera chi non ha ricevuto Avigan. Nessun commento ufficiale, al momento, dalla Fujifilm Toyama Chemical.