Bacche di Goji, si allarga ad altre marche il richiamo per pesticidi oltre i limiti

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Il Ministero della Salute oggi, 23 marzo 2020, ha comunicato un nuovo richiamo di 3 lotti di bacche di Goji commercializzate dalla DI NUNZIO Srl per rischio chimico: è stata riscontrata la presenza oltre i limiti consentiti dal regolamento Ce 396/95 dell’insetticida carbofuran e del fungicida esaconazolo.

Tutti i prodotti risultano confezionati in Cina nello stabilimento della SHANDONG FARMER LAND FOODSTUFF CO., LTD, room 203 no.3 Poyanghu Rd. – Shinan District / QINGDAO-SHANDONG / CHINA. La scorsa settimana un analogo e articolato richiamo (5 i provvedimenti pubblicati dal ministero della Salute) avevano riguardato diversi lotti confezionati dalla ditta Mainardi Nicola Srl.

Ora il nuovo provvedimento di richiamo riguarda i lotti 19 / 00161 – 00162 – 00163 con data di scadenza 30-12-2020 venduti in scatola di cartone da kg 20 – busta da kg 5. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda ai clienti di non consumare le confezioni con i numeri di lotto segnalati e di restituirli al punto vendita d’acquisto.

L’ocratossina A è una micotossina, prodotta da specie dei generi Aspergillus e Penicillium, quali A. ochraceus e P. viridicatum.Si ritrova principalmente nei cereali, nel caffè, nella frutta secca e nel vino. L’ocratossina A (OTA) ha un’attività essenzialmente nefrotossica.

L’ocratossina A è un accertato cancerogeno per gli animali, ma non esistono dati sufficienti per dimostrarne la cancerogenicità per l’uomo. Inoltre si accumula nei tessuti, rendendo tossiche e carcinogene anche le carni di animali che si siano nutriti di cibi contaminati.

Alcuni studi indicano che viene assorbita principalmente nello stomaco, e poi del digiuno, il tratto di intestino tra ileo e tenue. L’ocratossina A può provocare danni all’intero organismo, essendo capace di legarsi alle siero-albumine del sangue: tale interazione è responsabile della diffusione sistemica della tossina.