Climate change, impegno per un futuro più green: l’idrogeno e la sfida di Snam guidata da Marco Alverà

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Eco-sostenibilità, riscaldamento globale, lotta all’inquinamento e tutela della biodiversità. Sono solo alcuni dei temi che oggi sono diventati così attuali da essere quasi ogni giorno al centro del dibattito pubblico.

I numeri riguardanti il cambiamento climatico parlano chiaro e fanno capire quanto sia urgente agire in tempi rapidi e con soluzioni concrete. L’obiettivo primario è infatti quello di ridurre le emissioni di sostanze nocive per l’ambiente e per l’uomo: analizzando l’andamento del clima tra il 2015 e il 2019, si è calcolato che questo è stato il quinquennio più caldo mai registrato, con una temperatura che supera di 1,1 C° quella dell’epoca pre-industriale (1850-1900).

Transizione energetica: la strategia di Snam

Oggi devono essere in primis le grandi imprese ad agire con soluzioni valide ed efficaci. Snam, sotto la guida dell’AD Marco Alverà, è in prima fila nell’impegno per la transizione energetica e contro il Climate Change: la strategia di quella che è una delle principali aziende globali di infrastrutture energetiche è di andare ad agire sulla decarbonizzazione di tutti quei processi produttivi e attività che difficilmente potranno essere totalmente elettrificate anche in futuro, come ad esempio il trasporto pesante o le lavorazioni industriali ad alte temperature.

Favorire lo sviluppo di gas rinnovabili, riducendone i costi e ottimizzando i processi, è la soluzione auspicata da Snam per questa sfida. Come spiega proprio Marco Alverà, “i gas rinnovabili come l’idrogeno green e il biometano avranno un ruolo centrale nel mix energetico decarbonizzato oltre il 2050 insieme alle fonti rinnovabili tradizionali. L’idrogeno sarà sempre più importante nelle strategie di Snam, abbiamo le competenze e le tecnologie per diventare leader anche in questo settore”.

Da tempo l’ostacolo per l’utilizzo dell’idrogeno come fonte di energia sostenibile è quello riguardante i costi di produzione, che ne impediscono un utilizzo diffuso. Tuttavia, secondo recenti studi di Bloomberg New Energy Finance, il costo dell’idrogeno da rinnovabili potrà scendere intorno ai 2 dollari a kg entro il 2030 e arrivate a 1 dollaro al 2050, partendo da un costo attuale che si aggira intorno ai 5 dollari al kg.

La posizione e il possibile contributo dell’Europa

Il tema del cambiamento climatico è molto sentito anche da parte delle istituzioni, che cercano sempre di più di attuare delle politiche a tutela dell’ambiente. Proprio nel campo dell’idrogeno l’Europa potrebbe arrivare a ricoprire un ruolo fondamentale e riuscire così a sbloccare definitivamente questa fonte di alimentazione alternativa. Esistono alcune potenziali alternative che l’UE potrebbe mettere in campo, ad esempio potrebbe stabilire quote crescenti di idrogeno da immettere obbligatoriamente nella rete del gas (una base di partenza potrebbe essere già un 5-10%). La Snam stessa, per prima in Europa, ha lanciato una sperimentazione con questi quantitativi.

Un altro intervento che, secondo l’AD di Snam Marco Alverà, agevolerebbe la rivoluzione dell’idrogeno sarebbe quello di creare una sorta di maxi-fabbrica che unisca competenze e risorse e permetta di ridurre i costi di produzione. “L’Europa – ha scritto in un editoriale sul Financial Times – può trasformare in realtà la rivoluzione dell’idrogeno e renderla conveniente per consumatori e aziende, ottenendo al tempo stesso i benefici industriali di questa leadership climatica”.