Coronavirus, aiuti per fare la spesa: 400 milioni in buoni: cosa prevede il decreto

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Il governo ha stanziato 400 milioni per buoni spesa e forniture di generi alimentari. La somma va ad aggiungersi ai 4,3 miliardi del Fondo di solidarietà ai Comuni ed è destinata ai cittadini che non hanno soldi per acquistare cibo o beni di prima necessità. “Sappiamo che in tanti soffrono ma lo Stato c’è”, ha detto il premier Giuseppe Conte annunciando il Dpcm. Dal 1 aprile è previsto anche un bonus da 600 euro a chi non ha fonti di reddito. Ecco cosa prevede il decreto.

Il Banco Alimentare ha fatto sapere che le richieste di aiuti sono già salite del 20% e il provvedimento, che mette a disposizione i bonus spesa, è stato pensato proprio per aiutare le famiglie in difficoltà. Il presidente del Consiglio ha annunciato che i sindaci, già dalla prossima settimana, potrebbero avere la possibilità di offrire a chi ne ha bisogno i buoni spesa o consegnare direttamente prodotti alimentari.

Chi gestisce le quote

La quota del fondo assegnato a ogni comune sarà gestita dallo stesso municipio e saranno privilegiati i criteri di prossimità e sussidiarietà. Le risorse aggiuntive saranno suddivise in base a criteri come i principi del minor reddito pro capite (50-66%) e del numero di abitanti (33-50%). Per aiutare le famiglie che non riescono a fare la spesa è stato stabilito che le risorse ricevute da ciascun comune per la solidarietà alimentare dovranno essere destinate a tutti coloro che si trovano in situazione di necessità alimentare.

I comuni possono prevedere donazioni defiscalizzate di alimenti

Ogni comune potrà rafforzare le risorse dedicate, previste nel fondo, con donazioni defiscalizzate di generi alimentari o di buoni d’acquisto o buoni sconto da parte di privati, di produttori e dei distributori. I municipi, poi, avranno la possibilità di acquistare buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessità senza procedura di gara.

La situazione in Trentino, Friuli e Valle d’Aosta

Il Fondo solidarietà comunale non interessa i comuni del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e della Valle d’Aosta: in questi territori, le somme saranno anticipate dalle autonomie speciali per essere ristorate in sede di emendamento del decreto legge.

Il bonus da 600 euro per chi non ha reddito
Per dare un reddito a chi non ce l’ha e non risulta beneficiario di nessun altro sussidio, inoltre, sono allo studio due formule: l’estensione del Reddito di ultima istanza o la creazione di una sessione apposita all’interno del Reddito di cittadinanza. Entrambe le misure sarebbero temporanee. Il governo ha allargato la platea dei beneficiari del bonus da 600 euro dedicato ad autonomi, collaboratori, partite Iva e stagionali, anche a chi “non ha fonti di reddito”. Le domande per il bonus si potranno fare dal 1 aprile, mentre i destinatari della Cig potrebbero accedere entro il 15 aprile.

Firmato il decreto per l’indennizzo da 600 euro per il mese di marzo

Il decreto con le modalità di attribuzione del fondo per i professionisti e gli autonomi è stato firmato dal ministro per il Lavoro Nunzia Catalfo. Il provvedimento fissa l’indennizzo di 600 euro per marzo ed è stato esteso anche a professionisti e autonomi iscritti alle casse di previdenza private. Il bonus andrà chiesto alla propria cassa e sarà erogato a chi ha avuto redditi fino a 35mila euro o, tra 35 e 50mila, abbia subito cali di attività di almeno il 33% nei primi 3 mesi 2020.

Misure per le famiglie
Per le famiglie, il ministro Elena Bonetti ha proposto un assegno mensile di almeno 100 euro per ogni figlio. Mentre il Pd, attraverso una serie di ordini del giorno al decreto Cura Italia, ora all’esame del Senato, sta pensando a un sostegno per chi vive in affitto e ha chiesto di stanziare altri 100 milioni per il Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli. Intanto nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il nuovo regolamento per accedere al Fondo Gasparrini che prevede la sospensione dei mutui prima casa, estesa anche agli autonomi, senza necessità di presentare l’Isee ma mantenendo il tetto di 250mila euro di mutuo.