Coronavirus, “corre veloce: chiudere tutto”

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“Se dobbiamo cercare di ragionare in maniera fredda dobbiamo concentrarci sul concetto di velocità. Io non credo che stia succedendo nulla di strano rispetto all’andamento naturale di questa epidemia. Le ipotesi fantasiose che ho sentito, una correlazione con lo smog o che il virus in Lombardia è più aggressivo, non hanno evidenze scientifiche. In termini epidemiologici il fenomeno va spiegato proprio con il concetto di velocità. Non si è riusciti a rallentare questa epidemia”. Lo ha spiegato Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa ospite di ‘Agorà’ su RaiTre.

“Il tempo che passa tra quando una persona si infetta, si ammala e il decesso è di 8 gironi. Oggi vediamo i decessi legati ad un periodo di 8 giorni precedenti”, ha aggiunto Lopalco. “Occorre chiudere tutto quello che non è strettamente necessario”, ha detto ancora. “Quando il sistema entra in saturazione e non riesce più a curare tutte le persone che si infettano, al numero di decessi che ci sarebbero stati nonostante le cure dobbiamo aggiungere chi muore perché il sistema è sotto stress e non ci sono più posti in rianimazione”,

“Abbiamo bisogno di medici, speravo che tra le call che avevamo fatto in questi giorni tra pensionati e specializzandi ci fosse più risposta e invece non c’è stata. Abbiamo carenza di medici, questi poveri crisi stanno cedendo fisicamente e sono pochi rispetto alle esigenze”, ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana.

“Oggi certamente parlerò al presidente del Consigli per capire cosa si possa fare nel più breve tempo possibile” ha detto il presidente della Lombardia sulle misure più rigide che vorrebbe fossero introdotte anche alla luce di quanto suggerito dalla delegazione cinese guidata dal vicepresidente della Cri locale Sun Shuopeng . La sua richiesta sarà “che si prendano i provvedimenti che sono stati suggeriti” con stop di attività produttive e trasporto pubblico.

“Stanno facendo un lavoro eccezionale i nostri medici e infermieri, che sono allo stremo e io sono preoccupato dal fatto che prima o poi anche loro possano cedere fisicamente e psicologicamente e se cedono loro sarebbero un disastro”, ha concluso.

Per quanto riguarda il decreto Cura Italia “la mia sensazione”, dice Fontana, è che i 25 miliardi di euro previsti dal governo “sono pannicelli caldi non prevedono minimamente la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che, spero di sbagliare, c’è il rischio che” questa emergenza “parta anche in altre regioni”.

“Abbiamo bisogno di fare invertire i numeri” del contagio, “ci sono troppe persone in giro. State a casa, solo per qualcosa di eccezionale se uscite fuori state da soli non avvicinatevi agli altri”, ha aggiunto il governatore.