Coronavirus, esercito schierato contro le violazioni: 20mila soldati in strada per i controlli

12

Militari in campo contro le violazioni delle misure varate dal governo per contenere il contagio da coronavirus. Saranno i prefetti a inoltrare all’amministrazione centrale le richieste degli amministratori locali che invocano l’intervento degli uomini della missione Strade sicure, la missione che adesso potrebbe essere aumentata di altre 13mila unità, arrivando così a oltre 20mila uomini, per controllare il territorio.

Ma intanto Palazzo Chigi, con un nuovo decreto, potrebbe emanare norme ancora più rigide, dal momento che gli spostamenti nelle città continuano ad essere numerosi e i contagi non sono diminuiti. Non soltanto vietando le attività sportive all’aperto, ma anche riducendo alla sola mattina l’orario di apertura dei negozi di generi alimentari, chiudendo le altre tipologie di esercizi commerciali e ipotizzando controlli sui tabulati telefonici per verificare le autocertificazioni di chi esce.

I dubbi riguardano la tenuta psicologica dei cittadini, costretti a modificare le proprie abitudini e all’isolamento. Anche perché, di certo, le direttive saranno prorogate oltre il 25 marzo. Del resto aumenta il pressing delle Regioni, Lombardia in testa, non solo di prolungare le misure di contenimento del contagio da Coronavirus, ma anche per introdurne di più restrittive.

Il presidente della Regione, Attilio Fontana lo ha ribadito in una telefonata con il premier Conte: ha chiesto un massiccio intervento dell’esercito, la chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici, salvo per le attività indifferibili, e il fermo dei cantieri. Il decreto, però, non dovrebbe arrivare prima di domenica quando, secondo gli esperti, si potrà valutare la curva dei contagi. E solo allora il governo deciderà in quale direzione procedere.