Coronavirus, il virologo: “Limitare contatti sociali”

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“Bisogna muoversi il meno possibile”. L’appello arriva dal virologo Giuliano Rizzardini, dell’ospedale Sacco di Milano, in un’intervista al Corriere della Sera. Per l’esperto “bisogna guardare i numeri” che il primo marzo, dai dati della Protezione civile, “a livello italiano danno 528 nuovi casi di coronavirus. Il 29 febbraio i nuovi casi erano 228. Vuol dire che ciascun nuovo contagiato ha infettato a sua volta 2,4 persone” (ULTIME NOTIZIE – SPECIALE).

Il virologo chiarisce che, seguendo i dati, “una persona ne infetta più di una” ma “ci fanno ben sperare invece i giorni in cui la curva scende come il 29 febbraio”, anche se un solo giorno di calo non basta per dire che la diffusione del virus si stia arrestando. Venerdì 6 marzo, intanto, si potrebbe avere una prima risposta sugli effetti delle misure adottate dopo che saranno passato “i 14 giorni di incubazione dal Paziente Uno”.

Bloccare i contagi, cosa fare

Rizzardini è consapevole che si stiano richiedendo sacrifici alla popolazione ma è convinto che per tornare alla normalità “bisogna fermare la corsa del virus” il prima possibile e per farlo “i contatti sociali vanno limitati”. “Ciò vuol dire che chi può è meglio che lavori da casa – è il suggerimento del virologo – e i bar non devono essere affollati. Non solo: chi ha tosse, raffreddore e sintomi compatibili con il coronavirus è meglio che stia a casa per qualche giorno. Se è solo un’influenza stagionale appena sta meglio può tornare alla vita normale, altrimenti ovviamente deve chiamare il 112”.