Coronavirus, infermieri a Conte: “Venga in trincea”

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A health worker screens the temperature of an airline passenger arriving from Italy at Debrecen International Airport in Debrecen, Hungary, on Monday, Feb. 24, 2020. Clusters of coronavirus cases in Italy and Iran are sending worrying signs that the new coronavirus has already spread far beyond China and is creating new outbreaks around the globe. Photographer: Akos Stiller/Bloomberg via Getty Images

“In queste ore ci giungono denunce da parte di infermieri delle regioni più colpite dal coronavirus sulle pessime condizioni in cui sono costretti a continuare ad operare: il presiedente del Consiglio Conte venga in Lombardia a vedere come stiamo lavorando in trincea e metta fine a tutte le polemiche”. A chiederlo è il presidente nazionale del sindacato degli infermieri Nursing Up, Antonio De Palma, esprimendo la sofferenza della categoria, provata come i medici.

Denunciamo con forza – sottolinea – i problemi maggiormente rilevati: l’esposizione degli operatori al virus non seguita dalla somministrazione del tampone; la scarsità dei Dpi e l’approvvigionamento di mascherine non idonee; dispositivi di protezione arrangiati con mezzi di fortuna, ad esempio con le buste della spazzatura; i turni infiniti del personale stremato e decimato dal contagio; il mancato reclutamento massivo di personale specializzato in grado di dar loro il cambio”, elenca De Palma, che ha inviato una richiesta al ministro della Salute e al premier Conte di essere convocato urgentemente.

Nursing Up contesta inoltre la previsione contenuta nell’articolo 7 del Dl del 9 marzo, n.14, con la quale viene previsto che i dipendenti soggetti alla sorveglianza sanitaria debbano continuare a lavorare anche se potenzialmente infetti. “Tale previsione è pericolosa e va cancellata in sede di conversione – contesta il sindacato – La fallace perseveranza di chi, con gli ultimi provvedimenti adottati, ha inteso prevedere incarichi a tempo determinato agli infermieri necessari per l’emergenza. Non siamo professionisti usa e getta”.

“Mi chiedo cosa farebbe qualsiasi cittadino – argomenta De Palma – se fosse un infermiere e gli venisse proposto di essere assunto a tempo determinato in un momento di emergenza come questo, quindi mettendo a repentaglio l’incolumità propria e quella della famiglia, nella consapevolezza che esiste una norma che consentirà all’azienda sanitaria di rimandarlo a casa al più tardi dopo due anni. Invece dei ringraziamenti pretendiamo rispetto e lealtà, tanto quanto ne stiamo dimostrando noi infermieri”.

Nursing Up chiede dunque al Governo di “attivarsi immediatamente per risolvere le gravi carenze denunciate”. “Nel caso in cui la situazione non dovesse risolversi – avverte – saremo costretti a proteggerci con tutti i mezzi che l’ordinamento ci consente. Lo faremo nostro malgrado, per tutelare noi stessi, i nostri figli, le nostre famiglie e quella dei cittadini”.