Coronavirus, l’epidemiologo: “E’ pandemia”, Burioni: “Seguire regole o sarà catastrofe”

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“Questa è una pandemia, ma la parola non deve spaventare, perché è la conoscenza che ci può difendere dalla paura”. A sottolinearlo l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, docente di Igiene all’università di Pisa, partecipando alla presentazione on line del nuovo libro di Roberto Burioni, ‘Virus: la grande sfida’ su Facebook.

“Un virus pandemico – ha chiarito – è un virus completamente nuovo che, nel momento in cui passa a un nuovo ospite, dunque da un animale all’uomo, trova persone che non hanno anticorpi perché non lo hanno mai visto. Per questo ha a disposizione miliardi di persone in cui diffondersi. La velocità di trasmissione è la sua arma principale. Pandemia vuol dire che tutti i popoli del mondo sono vulnerabili al virus”.

“L’interruzione della catena di contagio non si fa per decreto – evidenzia – i virus non leggono i decreti o le leggi, ma seguono regole basilari per la loro sopravvivenza: se ci sono due persone molto vicine e una è infetta, l’altra si infetterà. Per questo dobbiamo evitare di stare vicini e questa regola deve essere interiorizzata. La cultura ci può difendere dalle pandemie”.

“Dobbiamo seguire le regole o sarà la catastrofe”. Per il virologo Roberto Burioni, la stretta anti-coronavirus che da oggi ha reso tutta l’Italia ‘zona protetta’ è “una misura sacrosanta”. Il suo messaggio ai cittadini è “che ognuno deve assumere un comportamento virtuoso, nei confronti di se stesso e della comunità“, ammonisce in un’intervista a ‘La Stampa’. “Il virus, è vero, ci stravolge la vita – ammette l’esperto -. Colpisce vigliaccamente nella nostra propensione alla fisicità, alle strette di mano, agli abbracci. Ma contrastarlo dipende solo da noi”.

“Il virus non è un meteorite – precisa Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che sulla serietà di Covid-19 non ha mai usato mezze parole – ma una minaccia che impegna ciascuno di noi. E ognuno di noi fa la differenza”. Perché “anche a me piace l’apericena, la cena fuori e la serata alla Scala – dice – Ma dobbiamo essere tutti disposti a fare dei sacrifici. Di fronte abbiamo un nemico pericoloso”. “Chi invoca la dittatura sbaglia“, sottolinea il virologo. “Il punto non è fare come sta facendo la Cina. Dobbiamo attuare la resistenza. Il virus ci ha cambiato la vita e, adesso – insiste – ognuno di noi deve stare a casa”.