Coronavirus, Science: “No ai viaggi? Più efficace lavarsi le mani

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Nelle aree con focolai di Covid-19, le restrizioni ai viaggi hanno un impatto modesto sulla diffusione dell’epidemia, mentre il massimo effetto lo si ottiene dagli interventi di sanità pubblica, come diagnosi e isolamento precoce dei casi, e dai cambiamenti nel comportamento di ognuno di noi, come l’abitudine sistematica di lavarsi le mani. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su ‘Science’. Mentre il virus Sars-Cov-2 si sta espandendo al di fuori dalla Cina, anche altrove si iniziano a mettere in pratica misure di quarantena, Italia in primis. Per comprendere gli impatti di queste misure sulla dinamica della diffusione, Matteo Chinazzi e i colleghi della Northeastern University di Boston hanno usato un modello globale di trasmissione della malattia noto come ‘Gleam’.

I risultati mostrano che il divieto di viaggi introdotto a Wuhan il 23 gennaio 2020 ha ritardato di 3-5 giorni la progressione dell’epidemia in tutta la Cina continentale: un effetto modesto. Quando le compagnie aeree internazionali hanno fermato i voli da e per la Cina, a partire dall’inizio di febbraio, questa limitazione inizialmente ha contribuito a rallentare la diffusione di Covid-19 in altre parti del mondo.

Tuttavia, anche nel caso di riduzioni dei viaggi del 90%, il numero di casi importati in altri Paesi è aumentato significativamente nel giro di poche settimane, in conseguenza di casi che hanno avuto origine altrove, quando i contagi non sono stati ridotti attraverso misure come l’autoisolamento, affermano gli autori. Gli esperti notano inoltre che, anche in presenza di forti restrizioni di viaggio da e verso la Cina, un gran numero di persone hanno viaggiato ugualmente senza essere ‘scoperte’. “Andando avanti, prevediamo che le restrizioni di viaggio verso le aree colpite da Covid-19 avranno effetti modesti e che saranno invece gli interventi di riduzione della trasmissione a fornire il massimo beneficio per mitigare l’epidemia”, affermano i ricercatori.