Dalla Bce 750 miliardi di euro contro il Coronavirus

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Almeno 750 miliardi di euro di titoli da acquistare, da qui alla fine all’anno, per contrastare l’emergenza economica innescata dal Coronavirus. Si chiama PEPP (Pandemic emergency purchase programme) ed è il nuovo programma di acquisto di attività, temporaneo, lanciato dalla Banca centrale europea per contenere l’impatto della pandemia sui mercati.

Dopo il crollo delle Borse e l’aumento esponenziale dello spread, con lo stesso futuro dell’area euro messo a rischio, la Bce ha deciso di intervenire con un nuovo strumento mirato: “Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie -ha spiegato la presidente della Bce, Christine Lagarde, dopo la riunione notturna con il Consiglio direttivo-. Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro”.

Intanto, anche le istituzioni europee si muovono in maniera decisa per far fronte alle conseguenze dell’epidemia di COVID-19. Sono state approvate senza modiche, data l’urgenza della situazione, le due proposte legislative del Consiglio Ue su: un plafond di 37 miliardi di euro per il sostegno economico e finanziario alle imprese e l’estensione del Fondo di solidarietà dell’Ue anche alle emergenze in materia di salute pubblica.

In particolare, la cosiddetta Coronavirus Response Investment Initiative metterà a disposizione degli Stati membri 37 miliardi di fondi di coesione per fronteggiare la crisi. Circa 8 miliardi di liquidità di investimento saranno liberati da prefinanziamenti non spesi nel 2019 per programmi nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo, del Fondo di coesione e del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. La misura fornirà, inoltre, l’accesso a 29 miliardi di finanziamenti strutturali in tutta l’Ue per il 2020.

Si tratta di misure che hanno l’obiettivo di garantire la liquidità delle piccole e medie imprese, messa a rischio dalla pandemia, così come di rafforzare gli investimenti in prodotti e servizi essenziali, come quelli sanitari. Gli Stati membri avranno anche una maggiore flessibilità nel trasferimento dei fondi tra i vari programmi.

Quanto al Fondo di solidarietà dell’Ue, è stato inizialmente istituito per aiutare gli Stati membri e i Paesi in via di adesione a far fronte agli effetti delle catastrofi naturali. Il fatto di includere adesso anche le emergenze sanitarie pubbliche, consentirà all’Unione di soddisfare i bisogni immediati dei cittadini durante la pandemia del Coronavirus. L’obiettivo è integrare gli sforzi dei paesi interessati.

Il Parlamento europeo dovrà ora concordare la sua posizione sulle nuove misure e, una volta raggiunto un accordo, il Consiglio dovrebbe adottare i provvedimenti mediante procedura scritta.