Disturbi dell’udito, a rischio anche i giovani: sono esposti a troppo rumore

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Una delle principali cause di insorgenza di una perdita uditiva è il rumore. L’ipoacusia può dipendere sia da un’esposizione a sollecitazioni acustiche continue che da brevi esposizioni a sollecitazioni estreme. Non va inoltre dimenticato che il rumore può avere effetti anche su altri organi. Tra le possibili conseguenze si riscontrano ipertensione, problemi cardiaci e gastrointestinali, contrazioni muscolari e molto altro ancora.

Nel mondo, più di 460 milioni di persone (più del 5% della popolazione mondiale) soffrono di una forma invalidante di ipoacusia, un indebolimento della capacità uditiva derivante dal danneggiamento o dalla degenerazione di uno dei suoi componenti che riduce la percezione dei suoni e rende difficile comprendere le parole. Secondo le stime degli esperti, entro il 2050 ben 1,2 miliardi di individui saranno interessati da questa condizione, che, pur essendo particolarmente diffusa tra gli anziani, può manifestarsi a ogni età. Dai dati diffusi dalla multinazionale australiana Cochlear, specializzata nelle soluzioni acustiche impiantabili, emerge che il 95% dei giovani tra i 18 e i 24 sostiene di ignorare gli avvisi di volume dei dispositivi mobili pur di ascoltare l’audio a un’intensità superiore ai livelli di guardia.

L’importanza della prevenzione
Come ricorda la dottoressa Eliana Cristofari, Direttore dell’Audiovestibologia di Varese, la prevenzione è fondamentale per prevenire i deficit uditivi: meglio non aspettare se si sente male anche da un solo orecchio e non si riesce a udire bene le parole pronunciate dalle altre persone. “La sordità può insorgere a qualunque età, per cui, in caso di riduzione soggettiva dell’udito, anche monolaterale, difficoltà a comprendere le parole, soprattutto in ambienti rumorosi, o di acufeni, e cioè di fastidiosi rumori nell’orecchio, è consigliabile sempre una visita specialistica”, spiega la dottoressa Cristofari.

“La valutazione prevede non solo la quantificazione della perdita uditiva, ma anche della disabilità che ne deriva. Oltre all’esame audiometrico – spiega Cristofari -, sono previsti altri test, necessari per accertare le condizioni del paziente e capire di cosa ha bisogno. “Lo specialista indicherà le possibili soluzioni per migliorare l’ascolto, i trattamenti medici o chirurgici necessari a seconda della causa o il trattamento protesico con le protesi acustiche o l’impianto cocleare che può essere applicato con beneficio anche negli anziani”, aggiunge Cristofari. “Anche nell’adulto la presa in carico medico-riabilitativa è fondamentale per un risultato ottimale”, conclude l’esperta.