Sviluppata molecola contro i batteri resistenti agli antibiotici

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In arrivo una nuova arma per la lotta ai batteri resistenti agli antibiotici. Un gruppo di ricercatori francesi dell’Università di Bordeaux ha sviluppato una nuova terapia che promette di riuscire a ridurre la resistenza dei batteri ai trattamenti antibiotici: una terapia a base di oligonucleotidi, brevi molecole di acidi nucleici, in grado di rendere i batteri nuovamente sensibili, migliorando l’azione dei farmaci. I ricercatori sono stati in grado di ricreare in vitro un oligonucleotide lipidico che agirebbe riducendo la resistenza degli Escherichia coli al ceftriaxone, un antibiotico della famiglia delle cefalosporine. Lo studio è stato pubblicato su la rivista specializzata Scientific Reports.

I particolari dello studio

I ricercatori hanno concentrato i propri studi su un particolare gene, posto su una molecola di Dna assente nel genoma dei batteri, il cui spostamento tra questi ultimi promuove la diffusione della resistenza agli antibiotici. Nello specifico, hanno messo a punto un nuovo meccanismo basato sull’acquisizione e sull’espressione del gene oggetto dello studio che codifica la β-lattamasi a spettro esteso (ESBL), grazie allo sviluppo di un oligonucleotide in grado di bloccare l’Rna messaggero, trascritto dal gene.

Per ottenerlo, i ricercatori francesi hanno dapprima dovuto risolvere un problema che riguarda la struttura degli entorabatteri, caratterizzati da una parete particolarmente impermeabile.

“È stato necessario modificare l’oligonucleotide a livello fisico-chimico, per migliorarne la penetrazione”, ha spiegato, Tina Kauss, tra i ricercatori che hanno condotto lo studio. “Abbiamo selezionato un lipide in grado di attraversare questa barriera, quindi lo abbiamo innestato in diversi siti dell’oligonucleotide”.

Dal Canada antibiotici promettenti contro i batteri resistenti ai farmaci
Gli scienziati dell’università canadese McMaster hanno recentemente testato sui topi l’efficacia di una nuova classe di antibiotici potenzialmente in grado di bloccare le infezioni causate dai batteri resistenti ai farmaci. La nuova arma che aggredisce i germi con un nuovo meccanismo, nei roditori, è riuscita a bloccare un’infezione provocata dallo Staphylococcus aureus resistente ai farmaci, uno dei superbatteri più temuti poiché capace di sfuggire all’azione di più antibiotici.

“I batteri hanno una parete che avvolge lo spazio esterno delle loro cellule, che gli dà forma e forza”, ha spiegato l’autrice dello studio Beth Culp. Invece di aggredire e distruggere i batteri, la nuova classe di molecole blocca la distruzione di questa parete, ed “è come se la cellula rimanesse intrappolata in prigione e non potesse più espandersi o crescere”.