Coronavirs, Beppe Grillo: “Anche il Papa pensa che serva il reddito universale”

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Beppe Grillo rilancia le parole del Papa che, tramite una lettera al quotidiano Avvenire, ha parlato del salario universale. “Papa Francesco, vicino agli esclusi della globalizzazione, scrive che forse è giunto il momento di pensare a una forma di retribuzione universale”: così il cofondatore del Movimento 5 stelle in un post su Twitter.

Il 30 marzo Grillo aveva parlato di reddito universale sul suo blog. “La via d’uscita da questa crisi non può essere come quella del 2008, quando si è preferito salvare le banche a discapito del popolo. E’ arrivato il momento di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro”, aveva detto aggiungendo: “Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi”. Nelle sua lettera Bergoglio si è rivolto “ai fratelli e alle sorelle dei Movimenti e delle organizzazioni popolari”.

Oltre 500 accademici e personaggi pubblici chiedono ai governi un Reddito Universale.

Di seguito la lettera di oltre 500 accademici e politici, pubblicata su Independent e indirizzata ai governi di tutto il mondo.

Noi, un gruppo in crescita di oltre 500 accademici e personaggi pubblici in tutti i continenti, abbiamo firmato la seguente lettera aperta, chiedendo ai nostri governi di emanare un reddito universale di emergenza per salvare le vite umane.

Il virus Covid-19 si diffonde rapidamente in tutto il mondo, minando le fondamenta stesse dell’economia globale. E proprio perché le pandemie non possono essere affrontate con le normali misure di salute pubblica, il collasso economico globale richiede molto di più delle tradizionali politiche di welfare.

In tutto il mondo, i posti di lavoro vengono persi; i lavoratori autonomi sono senza lavoro; i mutui sono inadempienti; e gli affitti non possono più essere pagati. Le società in cui la grande maggioranza della popolazione lavora nel settore informale, saranno colpite in modo particolarmente duro – al di là dei guadagni, non c’è quasi nessuna rete di sicurezza. Il nostro intero sistema economico globalizzato si basa sul movimento continuo, di persone e di merci e in questo momento, si sta arrestando. Senza un drastico intervento del governo, le imprese chiuderanno, la disoccupazione andrà alle stelle e l’economia entrerà in una forte recessione e forse anche in una seconda Grande Depressione.

È tempo che i governi mettano in atto un reddito di base universale d’emergenza, assicurando che tutti nella loro giurisdizione abbiano abbastanza soldi per comprare il cibo e prodotti di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Da solo, il reddito di base non sarà sufficiente – i migranti e i detenuti, per esempio, avranno bisogno di un sostegno specifico per la loro situazione, ed evidentemente cibo e assistenza sanitaria devono essere forniti a tutti. Ma un reddito di base incondizionato dovrebbe giocare un ruolo centrale nella risposta di emergenza a questa crisi. Senza di esso, si perderanno delle vite.