Coronavirus e mobilità sostenibile: ecco come gestire la fase 2

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Lo stop forzato determinato dall’emergenza attuale che ha limitato la libertà di circolazione delle persone, ha avuto come conseguenza diretta la riduzione dell’inquinamento atmosferico e indiretta l’accelerazione del dibattito sull’importanza della tutela ambientale, anche attraverso l’uso di mezzi di trasporto meno inquinanti come quelli elettrici.

L’imminente entrata nella cosiddetta “fase 2” dell’emergenza Covid è probabile porterà ad ulteriori riflessioni relative al tema della salvaguardia dell’ambiente e molte delle risposte saranno legate, di conseguenza, alla mobilità sostenibile e all’economia circolare, alle quali si dovrà sicuramente dare molta più importanza.

Ne abbiamo parlato con Rosario Pingaro, esperto in materia e Presidente e CEO di Convergenze, operatore di tecnologia integrato, attivo nei settori Telecomunicazioni, Energia ed E-mobility di Capaccio Paestum (Salerno), che da anni promuove green practices:

“La volontà di continuare nell’incentivazione delle scelte green, anzi, di farne un pilastro nella nuova strategia di recovery, emerge anche dall’approvazione della Legge Clima da parte della Commissione Europea, del 4 Marzo scorso. Questa norma fa parte del Green New Deal, il piano che prevede di raggiungere, entro il 2050, un impatto climatico pari a zero per il blocco Europa. Il nostro Governo, anche secondo quanto riportato in recenti interviste dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, pare orientato ad incentivare la svolta green della nostra economia. Tra le proposte di cui si parla: maggiori incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici ed ibridi, ecobonus per gli interventi edilizi e sburocratizzazione di certi passaggi, in particolare per l’infrastruttura, come per esempio le colonnine di ricarica per auto elettriche. Quest’ultima parte è probabilmente la più importante, perché senza di essa non sarebbe possibile la crescita della mobilità elettrica, un po’ come, per fare un esempio di attualità, senza l’infrastruttura in fibra ottica o più in generale di TLC non sarebbe possibile la digitalizzazione delle aziende e della vita privata e quindi anche lavorare o fare lezioni da casa come stiamo facendo in questo periodo”.

Se tali proposte entrassero in vigore, quali vantaggi ne deriverebbero per il settore della mobilità elettrica?

“Gli incentivi alla mobilità elettrica per esempio potrebbero aiutare a ridurre le emissioni di gas serra visto che, come analizzato dall’Unione Europea nel proprio territorio i mezzi su strada – automobili, motocicli, van, camion e autobus – sono responsabili, da soli, di oltre il 21% del totale delle emissioni. Darei per assodato ormai che i veicoli elettrici abbiano emissioni di CO2eq sempre sostanzialmente inferiori a quelli degli omologhi veicoli a combustione interna a parità di modello e di potenza, anche considerando l’impatto ambientale derivante dalla produzione, dall’utilizzo e dallo smaltimento di ciascun componente di un’auto elettrica”.

A suo parere, esiste il rischio che l’attenzione alla sostenibilità passi in secondo piano nella situazione di emergenza che stiamo vivendo?

“È logico che al momento le priorità siano altre, la salute e sicurezza dei cittadini vengono prima di tutto. I vari Paesi sanno bene, però, che bisognerà unire ripartenza e sostenibilità, per questo lo scorso 14 Aprile, 12 ministri europei tra cui l’italiano Amendola, Ministro per gli Affari Europei, hanno creato la cosiddetta “Green Recovery Alliance”, un’unione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Dunque, è giusto in ogni caso proseguire nello sforzo per la sostenibilità, che dovrebbe essere uno dei driver della ripresa. Noi di Convergenze stiamo continuando a lavorare attuando green practices, che si concretizzano in particolare nel progetto EVO – Electric Veichles Only, che prevede l’installazione di una rete di colonnine di ricarica nell’area del Parco Nazionale del Cilento. L’attenzione alla sostenibilità non è ferma e potrà continuare ad essere sviluppata nei prossimi mesi”.