Coronavirus, la Calabria apre bar e ristoranti con tavoli all’aperto

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Primi Comuni calabresi contro l’ordinanza firmata dalla governatrice Jole Santelli, che dispone la riapertura di bar, ristoranti e pasticcerie con servizio all’aperto dal 30 aprile. Con una decisione a sorpresa, infatti, la presidente della Regione Calabria ha dato il via libera a una “fase 2 di ripartenza”, in anticipo e anche in direzione contraria alle disposizioni del governo. Intanto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha già firmato un’ordinanza che va in senso contrario e che conferma, fino a domenica 3 maggio compresa, tutte le disposizioni in merito al contenimento del contagio da Covid-19.

“Resteranno pertanto chiusi, anche in questo fine settimana – si legge in una nota del Comune – parchi e aree giochi, cimiteri e tutte le altre attivita’ regolamentate, quindi anche bar e ristoranti, con l’ordinanza di proroga diramata ad aprile”.

La decisione di Jole Santelli non è piaciuta anche a tanti altri sindaci calabresi. A Carlopoli, nel Catanzarese, il sindaco Mario Talarico in un avviso contesta l’atto e aggiunge che si atterrà a quanto previsto dai Dpcm del 10 e 26 aprile. Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, annuncia la non applicazione mentre il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, si riserva di impugnare il provvedimento: “È vero che la Calabria è una regione interessata ad oggi in maniera marginale dall’epidemia Covid 19 e ciò – spiega Mascaro – anche per le condivisibili misure sinora adottate dalla Regione e per il rigore nell’osservare le prescrizioni indicate. Non è però ora il momento di operare strappi laceranti rispetto alle indicazioni date dalla Comunità scientifica…Il Comune di Lamezia Terme adotterà un’ordinanza con la quale bloccherà l’applicazione del provvedimento della Regione continuerà ad adeguarsi alle prescrizioni nazionali…Dobbiamo salvaguardare la nostra salute ed il nostro futuro”. Tra gli altri sindaci contrari ci sono quello di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, Flavio Stasi di Corigliano Rossano, Mimmo Lo Polito di Castrovillari, Ernesto Alecci di Soverato e Giuseppe Ranuccio di Palmi.

Con questa ordinanza Santelli, a partire da oggi, 30 aprile, e sia pure con l’avvertenza del rispetto delle misure precauzionali già vigenti, consente “la ripresa delle attività di ristoranti, pizzerie, rosticcerie a mezzo asporto; la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto; l’attività di commercio di generi alimentari presso i mercati all’aperto, inclusa la vendita ambulante anche fuori dal proprio Comune; l’attività di commercio al dettaglio, anche in forma ambulante di fiori, piante, semi e fertilizzanti, gli spostamenti all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali. La stessa governatrice ha commentato: “Sono misure che parlano il linguaggio della fiducia”.