Coronavirus, mascherine anche in casa? ecco l’indicazione del virologo

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Il virologo Andrea Crisanti, che assieme al governatore del Veneto Luca Zaia ha studiato la strategia di lotta al coronavirus, è tornato a parlare dalle colonne del ‘Corriere della Sera’, fornendo un’indicazione in merito all’uso delle mascherine: “Sarà meglio utilizzare mascherina e guanti anche in casa e, soprattutto, limitare all’indispensabile l’uso degli ambienti domestici condivisi. Mi rendo conto del sacrificio, ma i risultati del nostro studio sulle probabilità di essere infettati dimostrano chiaramente l’assoluta efficacia della restrizione”.

Crisanti ha analizzato i dati dell’epidemia con una quarantina fra ricercatori e tecnici divisi in due gruppi di lavoro, uno italiano dell’azienda ospedaliera e dell’Università di Padova, dove lui dirige il Dipartimento di Medicina molecolare, e uno britannico coordinato da Neil Ferguson dell’Imperial College di Londra.

Ecco alcune conclusioni dello studio, nato dall’indagine su Vo’ Euganeo, tra i primi focolai del coronavirus, e presto a disposizione della comunità scientifica internazionale: se c’è un positivo in famiglia, il rischio di essere infettati è 84 volte superiore rispetto alla norma; identificando e isolando tutti gli infetti, la capacità di riproduzione del coronavirus cala immediatamente da 2 a 0,2; attraverso l’isolamento, si elimina la trasmissione anche senza imporre misure drastiche di contenimento al resto della popolazione.

Al ‘Corriere della Sera’, Crisanti ha spiegato: “In ospedale arrivano a grappoli, interi nuclei familiari. Ciò significa che, se non si sta attenti, le nostre case possono trasformarsi in tanti piccoli focolai di contagio. Diciamo che, in questo momento, sono più protetti i single“.

Poi, il virologo ha aggiunto: “Sarebbe utile andare nelle abitazioni a fare i tamponi, quantomeno a tutte le persone che hanno accusato sintomi non gravi. Controllare, poi, i familiari e chi è entrato in contatto con i soggetti contagiati. Sarebbe molto utile trasferire tutti i positivi in strutture ad hoc. Naturalmente parlo delle persone che non richiedono un ricovero ospedaliero”.