Coronavirus, medici Crotone: “Moriamo a mani nude”

23

Operatori sanitari mandati a morte a mani nude nella guerra contro il coronavirus, mentre chi avrebbe il compito di proteggerli viene assolto a priori dai decisori politici. L’Ordine dei medici di Crotone prende una dura posizione contro “alcuni emendamenti presentati nella discussione al Senato sulla conversione del decreto legge Cura Italia, che prevedono una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria, scagionando le condotte dei datori di lavoro da responsabilità penale, civile ed erariale in relazione agli eventi avversi accaduti durante la pandemia da Covid-19 e in particolare ‘in caso di danni agli operatori'”.

Il presidente dell’Ordine e il Consiglio direttivo chiedono “che i proponenti tali emendamenti li ritirino immediatamente, riconoscendoci la dignità e il rispetto che ci sono dovuti, chiedendoci scusa per aver pensato di assolvere a priori le istituzioni che avevano, invece, la responsabilità e il dovere di tutelarci”. I camici bianchi definiscono gli emendamenti in questione “crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che, nel combattere e lavorare a mani nude, soccombe giorno per giorno in obbedienza ai propri dettami deontologici e al proprio senso di responsabilità professionale”.

“Nel piangere i pazienti – ammoniscono i medici calabresi – piangiamo anche tutti i sanitari deceduti e ammalati, non si sa ancora con quali conseguenze permanenti sullo stato di salute, durante l’esercizio delle proprie funzioni. Non vogliamo essere quegli eroi chiamati a lavorare con abnegazione e spirito di servizio, e tanto basta, ma vogliamo che non ci vengano negati i diritti che uno Stato di diritto deve garantire a tutti i cittadini e lavoratori”.

I vertici dell’Ordine dei medici di Crotone avanzano la loro richiesta “seppur consapevoli – precisano – che non è questo il momento più opportuno per puntare il dito su eventuali responsabilità circa le diverse inefficienze emerse nel corso della gestione della pandemia Covid-19”, e “per quanto certi che un’eventualità di tale portata, dai risvolti unici per la gravità degli eventi, ha colto, ove più e ove meno, impreparati tutti i governi, ivi compresi quelli riconosciuti come tra i più evoluti in termini di standard organizzativi, livelli socio-sanitari e risorse disponibili”.