Coronavirus, oltre 20400 morti in Italia

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Sono 20465 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 566 decessi, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I guariti, in totale, sono 35435. I casi attualmente positivi sono 103616. In isolamento domiciliare 72333 persone, mentre 28023 sono ricoverate con sintomi (+176). I pazienti in terapia intensiva sono 3260: il numero continua a calare (-83).

“Siamo ancora in fase uno – precisa Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità – non c’è dubbio. Segnali positivi ci sono ma il numero dei morti è ancora elevato perché è da attribuire a contagi precedenti. I numeri diminuiscono lentamente perché si riferiscono ai contagi”.

In Lombardia le persone positive al coronavirus sono 60314 con un aumento di 1262. Ieri c’era stato un aumento di 1.460 casi ma oggi sono stati processati circa 4000 tamponi in meno. I decessi sono 10.901, con un aumento di 280 mentre ieri era stato di 110. I ricoveri sono arrivati a 12028, con un aumento di 58, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono 1143, con un calo di 33. Sono i dati “non molto soddisfacenti” resi noti dall’assessore regionale al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

Oms: Coronavirus “10 volte più letale dell’influenza” 

“Le prove fornite da alcuni Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, di come si comporta, di come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che Covid19 si diffonde velocemente e sappiamo che è letale, dieci volte più letale del virus responsabile della pandemia di influenza del 2009”. Lo ha detto in un briefing con i giornalisti a Ginevra il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Lo sviluppo e la distribuzione di un vaccino sicuro ed efficace sono necessari per interrompere pienamente la trasmissione”, ha aggiunto.

“Sappiamo che in alcuni Paesi i casi di Covid19 raddoppiano ogni tre/quattro giorni”. Mentre la diffusione del virus “accelera molto rapidamente, si riduce molto lentamente. In altre parole il calo è molto più lento dell’aumento”.

La fine delle restrizioni decise nelle settimane scorse nell’ambito della lotta alla pandemia di coronavirus “dovrebbero essere basate anzitutto sulla protezione della salute umana e guidate da quello che conosciamo sul coronavirus e su come si comporta”, ha aggiunto. “Come abbiamo detto molte volte prima – ha sottolineato – questo è un virus nuovo ed è la prima pandemia causata da un coronavirus. Stiamo tutti imparando e aggiustando la nostra strategia, sulla base delle ultime prove disponibili. Possiamo solo dire quello che conosciamo e possiamo solo agire sulla base di quello che conosciamo”.