Coronavirus, Oxfam: “Mezzo miliardo di persone a rischio povertà estrema”

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epa05630004 Two Roma man pick garbage out of trash containers near the center of Skopje, The Former Yugoslav Republic of Macedonia, 13 November 2016. Macedonia is one of the rear European countries in which the Roma people have their political parties and representatives in the parliament and also a major in one of Skopje's municipalities. Despite all of this, a majority of them lives in poverty. EPA/GEORGI LICOVSKI

“L’impatto del coronavirus sull’economia globale rischia di far precipitare, a breve termine, mezzo miliardo di persone sotto la soglia della povertà estrema”. È l’allarme lanciato da Oxfam attraverso il nuovo rapporto “Dignità, non miseria”. L’organizzazione denuncia come la contrazione dei consumi e redditi causata dallo shock pandemico rischi di ridurre in povertà tra il 6 e l’8% della popolazione mondiale, tornando in alcune regioni ai livelli di 30 anni fa.

Il dossier – si legge in una nota – “fotografa come, di fatto, i progressi ottenuti negli ultimi 10 anni nella lotta alla povertà estrema rischiano di essere azzerati: in alcune regioni del globo i livelli di povertà tornerebbero addirittura a quelli di 30 anni fa”. Un impatto socio-economico “devastante” secondo Oxfam, riflesso anche dalle proiezioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), che prefigurano già oggi una riduzione complessiva del reddito da lavoro – fonte principale di sostentamento individuale – “fino a 3.400 miliardi di dollari entro il 2020”. Stime che potrebbero peggiorare se il lockdown messo in atto dai Paesi in risposta al virus continuasse nel tempo e i livelli occupazionali precipitassero.

Al dato sull’impatto della pandemia sui redditi da lavoro, sottolinea Oxfam, si aggiunge la “mancanza di tutele e prospettive per milioni di disoccupati e lavoratori impiegati nel settore informale sia nei Paesi ricchi che poveri”. Basti pensare che a livello globale “solo un disoccupato su cinque ha accesso ad una qualsiasi forma di indennità di disoccupazione e che ben 2 miliardi di persone, a livello globale, lavorano nel settore informale. In maggioranza sono nei Paesi poveri in cui il 90% dei posti di lavoro è informale, rispetto al 18% nelle nazioni ricche”.