Coronavirus, per spiagge libere l’idea di “Safe Beach Space” con nastro e picchetti

42

Il lockdown imposto dall’emergenza Covid-19 ha imposto il distanziamento sociale, che potrebbe essere necessario anche d’estate. In vista della stagione balneare, ecco l’idea progettata da un ingegnere che ha già il copyright in 176 Paesi. E allora, in vista della stagione balneare, sono numerose le idee per consentire a tutti di andare al mare, ma mantenendo le distanze. Tra le ultime proposte quella di “Safe Beach Space”.

La distanza interpersonale in spiaggia? È un problema vecchio, ci avevo già pensato e ho la soluzione”. Parola di Gianluca Langiu, ingegnere ambientale e ideatore di ‘Safe Beach Space’, sistema di delimitazione visiva dello spazio di sicurezza. Olbiese, 44 anni, appassionato di mare, frequentatore di spiagge libere, Langiu è convinto che si sia passato il limite. “Da habitué delle spiagge senza stabilimenti ho notato la progressiva abitudine di molti a posizionare i loro teli e i loro ombrelloni a pochi centimetri da me o dai miei effetti personali”, racconta all’Ansa. Langiu non è un misantropo, ma si dice convinto che “si sia persa un pò di educazione civica e di senso della privacy”.

Alla soluzione del problema aveva lavorato già, immaginando un sistema pratico, comodo, sicuro e ambientalmente sostenibile per consentire a ognuno di marcare il proprio spazio anche in una spiaggia affollata e immergersi in un’oasi da un metro e mezzo di raggio. Quel chiodo fisso e quelle bozze nel cassetto gli sono serviti per arrivare prima di tanti e farsi trovare pronto ora che, complice l’emergenza sanitaria da coronavirus, il tema del distanziamento interpersonale sui litorali torna di attualità. Mag3, il suo studio di progettazione, in poche ore ha elaborato un’idea che si è materializzata con la collaborazione del Klojaf Studio di Nuoro.

Il titolare, Salvatore Piredda, ha curato il brand e tutti gli aspetti legati alla comunicazione. Oggi altro partner specializzato nella stampa in 3D, il Fab Lab Olbia, ha realizzato il prototipo del picchetto che supporta un nastro teso a delimitare lo spazio in cui ognuno sta senza rappresentare un pericolo per la salute del vicino di ombrellone. Langiu ha pensato a tutto: materiali da riciclo, trasportabilità del kit, praticità di montaggio. In due modelli, quello rettangolare per gli stabilimenti balneari e quello ottagonale per la spiaggia libera.

“È un sistema modulare collegabile ad altri, sempre nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio, un nastro tessile, stampabile e personalizzabile con loghi aziendali o sponsor – spiega l’ingegnere – i picchetti, mai prima in commercio, sono in materiale plastico da riciclo e sono stati progettati apposta, il porta kit è una retìna che non trattiene la sabbia”.

Ora viene il bello. “Safe Beach Space ha un costo sostenibile, ma cerchiamo partner per produrlo e immetterlo sul mercato, anche internazionale”, è l’ambizione di Langiu. “Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus – osserva – sono una buona occasione per realizzare questo progetto, ma io son convinto che servirà anche in futuro, per ottimizzare gli spazi in spiaggia e per riprendere a viverla secondo delle regole minime di rispetto reciproco”.