Frutta e verdura di stagione: cosa comprare ad aprile

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Inizia aprile ed ecco che il calendario stagionale per quanto riguarda la frutta e la verdura si aggiorna con molte conferme rispetto a marzo e qualche novità in più. I consigli su quali prodotti mettere nel proprio carrello, per rispettare al massimo la stagionalità, arrivano direttamente dall’Adoc, l’Associazione Difesa Orientamento Consumatori, che aggiorna mese dopo mese il prospetto dedicato al tema.

L’elenco di aprile
Per quanto riguarda le verdure, l’elenco aggiornato del mese di aprile suggerisce di privilegiare agretti, asparagi, barbabietola, bietole, carciofi, carote, cipolle, dragoncello, erba cipollina, fave, funghi, lattuga, patate, pepe, peperoni, piselli, prezzemolo, radicchio, ravanello, rucola, spinaci e zucchine. Invece, considerando la frutta i prodotti più indicati per il mese sono avocado, banane, kiwi, limoni, mele, nespole, pere e pompelmi.

Tra prodotti sfusi e confezionati
Tra l’altro, in questo periodo così particolare, gli esperti spiegano che stanno aumentando le richieste della grande distribuzione di frutta e verdura confezionata, sebbene il prodotto sfuso costi fino al 40% in meno e garantisca i medesimi standard di qualità, salubrità e tutele dal punto di vista igienico e sanitario. A ribadirlo è stato Attilio Pagni, coordinatore del comitato Importatori di Fruitimprese, commentando anche il tema in riferimento alla situazione che si è venuta a creare con l’emergenza da coronavirus. Il settore, dice l’esperto, sta rispondendo con uno sforzo decisivo alle necessità di approvvigionamento per il Paese così da non far mancare prodotti di largo consumo per famiglie e consumatori, con le più alte garanzie di qualità e quantità.

Le richieste della Gdo
“Finora siamo riusciti a rispondere a tutte le richieste della grande distribuzione ma in questa situazione aumentare le quote di confezionato oggi è impossibile. Inoltre è impensabile assumere personale nuovo come anche ampliare le linee di produzione. Già in questi giorni lavoriamo ad un numero di giri più basso per garantire tutte le misure igienico-sanitarie per la sicurezza dei lavoratori”, ha spiegato Pagni. Le richieste della Grande Distribuzione Organizzata, ha aggiunto, “sono comprensibili in quanto permetterebbero una razionalizzazione e una maggior velocità di acquisto all’interno dei punti vendita”, ma in questo momento occorre agire rispettando tutte le regole, per la tutela di lavoratori e consumatori. “Lo sfuso lungo la sua filiera ha economie di scala importanti con vantaggi sia operativi nei magazzini (viene toccato meno volte) sia economici, visto che i costi del confezionato infatti sono del 30-40% maggiori rispetto allo sfuso”, ha poi spiegato ancora Pagni.