Il punto sulla moda sostenibile e sui suoi possibili sviluppi

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La crescente attenzione sociale ai problemi climatici ha raggiunto anche il mondo della moda. Rispettare l’ambiente è diventato un must per molti fashion designer, che di recente stanno abbracciando sempre di più il concept di moda sostenibile, adottando processi di produzione a tutela dell’ambiente e scegliendo materiali eco-friendly, come i tessuti riciclati. Vediamo di approfondire questo tema, cercando di capire il punto d’arrivo e le prospettive future, in riferimento soprattutto alle abitudini dei consumatori.

A che punto è arrivata la moda sostenibile

L’impatto negativo della condotta umana sul clima ha reso sempre più evidente la necessità di adottare uno stile di vita ecosostenibile per preservare il pianeta. Dalle abitudini quotidiane alle scelte di consumo, passando per i processi produttivi, sono numerosi gli interventi possibili e nessun settore è escluso. Molti stilisti hanno sposato la causa climatica fissando obiettivi ambiziosi a tutela dell’ambiente da raggiungere nei prossimi anni, come quello di ridurre entro il 2030 le emissioni di anidride carbonica.

Sono diverse le maison che stanno studiano packaging e tessuti ecosostenibili. Il noto marchio fiorentino Gucci, per esempio, è uno dei più attivi con il suo progetto “carbon neutral” che prevede l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica nella realizzazione dei propri capi. Non deve quindi stupire se le collezioni di Gucci, oltre ad essere di gran pregio, sono anche molto attente alla sostenibilità. Anche le sfilate possono diventare ecosostenibili, ad esempio con la certificazione ISO 20121, che attesta la gestione sostenibile degli eventi. Un altro aspetto fondamentale a tale proposito riguarda la compensazione delle emissioni del viaggio di chi partecipa alle sfilate come addetto ai lavori o come ospite, monitorando i consumi. Infine, per sfilate davvero green i materiali utilizzati dovrebbero essere eco-friendly, come ad esempio il legno riciclato, e gli inviti digitali oppure cartacei certificati dal Forest Stewardship Council.

Quale ruolo svolgono i consumatori

Se l’impegno del comparto produttivo è fondamentale nella lotta per la tutela ambientale, è altrettanto rilevante l’impatto generato dalle scelte di consumo di ogni singolo individuo. Sottovalutare il contributo che ognuno può dare attraverso uno stile di vita ecosostenibile, significa non cogliere il risultato ottenuto sommando singoli comportamenti virtuosi. Preda delle collezioni low cost e di un concetto di consumo usa e getta, i consumatori spesso cedono ad acquisti d’impulso, comprando inconsapevolmente più del necessario.

Razionalizzare gli acquisti non è sinonimo di acquistare poco, piuttosto significa acquistare meglio. Per esempio, effettuare spese più oculate vuol dire preferire le collezioni realizzate con tessuti e processi produttivi ecosostenibili, facendo sempre attenzione a riciclare il più possibile gli abiti vecchi. A tal proposito, sono sempre più numerosi i brand che favoriscono il reso di abiti usati al fine di rigenerarli per dare vita a vestiti nuovi, ma si possono anche vendere nei mercatini dell’usato. Lavare i capi a basse temperature, magari a mano, utilizzando una quantità corretta di un detersivo green, è un’abitudine rispettosa dell’ambiente che consente anche di preservare la bellezza dei vestiti più a lungo.

Si tratta di semplici esempi ma è importante inizare a metterli in pratica per avvicinarsi ad un’economia circolare, dove lo spreco è ridotto al minimo perchè la maggior parte delle cose, svolta la funzione primaria per la quale era nata, viene riciclata o riutilizzata.

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