Milano si prepara alla Fase 2: Negozi, orari e mobilità

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Milano fotografata dal grattacielo più alto d'Italia, Unicredit. 31 dic 2013 - foto aeree dalla torre unicredit di Milano - fotografo: fabrizio villa

Introdurre il limite di velocità a 30 km all’ora in maniera diffusa a Milano e predisporre servizi a portata di tutti a 15 minuti a piedi. Sono alcune delle proposte del Comune di Milano sulla Fase 2 pubblicate sul sito dell’ente. “E’ un documento aperto al contributo di tutti perché nessuno ha la bacchetta magica sul futuro e anche noi vogliamo ascoltare e confrontarci con chiunque vuol dare una mano per prendere le migliori decisioni”, ha spiegato l’assessore Pierfrancesco Maran in un post.

Nel documento si legge che la città di Milano per la Fase 2 intende “favorire la pedonalità per alleggerire il Tpl e promuovere la mobilità attiva, liberando i marciapiedi dalle auto in sosta, implementando zone 30, istituendo strade residenziali”. La città promuoverà “l’uso di biciclette, scooter, sharing e trasporto pubblico individuale”. Si dovranno “contingentare le presenze sui mezzi del trasporto pubblico di superficie, in metropolitana, alle fermate e alle stazioni, individuando modi d’uso che permettano il distanziamento di sicurezza e l’uso di dispositivi di prevenzione”.

Tra le altre idee, quella di “facilitare la possibilità di posare tavolini per bar e ristoranti sulle aree di sosta ai fini di recuperare parte della capienza persa all’interno col distanziamento”, con l’incremento di spazi per tavoli “a margine della carreggiata o in sostituzione di posti auto”. I marciapiedi si dovranno allargare, con l’individuazione di percorsi “protetti” per le esigenze della popolazione più fragile.

Tra le norme da prevedere, anche la riapertura dei parchi. La proposta è “gestire e monitorare i flussi di accesso ai parchi, permettendone l’utilizzo per attività fisica”. In aggiunta anche “ampliare l’offerta temporale e la dislocazione fisica dei luoghi di erogazione di servizi pubblici e privati, favorendo la fruizione attraverso i servizi digitali”.

E, ancora, ripensare i tempi, gli orari e i ritmi della città per distribuire la domanda di mobilità nell’arco delle 24 ore della giornata, evitando sovrapposizioni e assembramenti, anche attraverso l’utilizzo di applicazioni per la gestione delle code e strumenti di heat-mapping. E’ un’altra delle proposte del Documento ‘Milano 2020’ per la fase 2 nel capoluogo lombardo, che prevede di favorire in accordo con le associazioni di categoria e nel rispetto del contratto nazionale “l’estensione o lo slittamento degli orari di apertura”. Questo riguarderà “il commercio, la ristorazione e le attività di intrattenimento”. In più serve “concordare politiche del lavoro che promuovano l’attività a distanza, da casa o in strutture (spazi di coworking) attrezzate, con il coordinamento dei mobility manager, facilitare la didattica e la formazione a distanza per una loro migliore distribuzione temporale”.

Il Comune di Milano per la Fase 2 si propone inoltre di “organizzare servizi complementari per gli studenti nel periodo estivo, sia di carattere ludico che di possibile sostegno didattico”. Quando riapriranno le scuole, servirà “valutare, anche in base alle indicazioni per le autonomie scolastiche, tutte le possibilità di flessibilità oraria delle scuole”.