Greenpeace e Fridays for Future in azione: «Eni è colpevole di crisi climatica»

73
Protesta simbolica davanti al quartier generale Eni nel giorno dell’assemblea degli azionisti. Photo credits: Francesco Alesi

In occasione dell’Assemblea degli azionisti di Eni, attivisti di Greenpeace Italia e di Fridays for Future Roma hanno organizzato una simbolica protesta nei pressi della sede centrale della compagnia energetica a Roma. Due attivisti di Greenpeace, a bordo di kayak, hanno esposto il loro messaggio “Eni colpevole di crisi climatica”.

Nel frattempo, attivisti di Fridays For Future Roma hanno manifestato mostrando il messaggio “Eni: stop alimentare l’emergenza climatica”.

«Eni è l’azienda italiana con le più alte emissioni di gas serra ed è tra i maggiori responsabili dell’emergenza climatica che viviamo. Anziché cambiare rotta, ha però di recente presentato dei piani che non dimostrano alcuna serietà nel contrasto alla crisi climatica in corso», dichiara Luca Iacoboni di Greenpeace Italia. «Quello che Eni non dice è infatti che intende continuare a inquinare, nascondendosi dietro spot pubblicitari tutti incentrati su una presunta transizione green che, al momento, non trova riscontro nella realtà. Il gas fossile, su cui i piani dell’azienda puntano molto, è ad esempio una delle cause dell’emergenza climatica, non certo una soluzione».

I piani di Eni

Eni è l’azienda italiana con le più alte emissioni di gas serra, ossia la maggiore responsabile dell’emergenza climatica che viviamo, ma al posto di cambiare rotta, ha di recente presentato dei piani che non dimostrano alcuna serietà nel contrasto alla crisi climatica. Continua a nascondersi dietro spot pubblicitari tutti incentrati su una presunta transizione green che, al momento, non trova riscontro nella realtà.

Per questo Re:Common, Fondazione Finanza Etica – in collaborazione con Merian Research – hanno pubblicato un’analisi indipendente del “Piano Strategico al 2050” e del “Piano d’Azione 2020 – 2023 di Eni. Dallo studio si evince chiaramente come la strategia dell’azienda sia quella di aumentare la produzione nel breve periodo, per poi diminuire l’estrazione di petrolio e aumentare quella del gas. Piani ad alto livello di emissioni che puntano tutto su progetti di compensazione delle emissioni dalla dubbia efficacia, sui quali non vengono forniti dettagli, come i programmi di riforestazione REDD+ e l’uso della tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS).