Carlo Bonomi: “A rischio tra 700mila e 1 milione di posti di lavoro”

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“A rischio tra 700mila e 1 milione di posti di lavoro”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, durante un evento di Fondazione Fiera. “I posti di lavoro si creano – spiega – se c’è crescita, se ci sono investimenti, il problema dell’automotive non si risolve con la cassa integrazione”. E ancora, sui grandi dossier come Ilva e Aspi, Bonomi sottolinea che “sono affrontati dal punto di vista del dividendo elettorale”. Come Paese, continua, “non riusciamo a fare un salto di qualità, tutti pensano che prima o poi ci sarà lo Stato che interviene con sussidi a pioggia, ma le risorse sono finite, da un pezzo”.

Secondo Bonomi la Fase 2 è “un’opportunità da non sprecare” ma la classe politica per ora ha “zero visione”. “Io vedo la classe politica, non parlo di Governo, parlo di ceto politico molto concentrato sull’emergenza, giustamente, ma con zero visione e zero strategie su dove dobbiamo andare e questo mi preoccupa molto”, afferma, ma “ci sono dei nodi che dobbiamo affrontare”, e cita automotive, fisco, “che deve essere una leva di competitività”, lavoro e acciaio. Ci sono “visioni diverse all’interno dello stesso partito, così diventa tutto complicato”. Ora “abbiamo delle grandi questioni che dobbiamo affrontare, slegati e scevri da ogni interesse di parte e dividendo elettorale: è una grande opportunità, forse l’ultima e – dice Bonomi – sarei deluso se questo Paese sprecasse questa opportunità”.

Il presidente di Confindustria auspica al più presto un “tavolo dove mettere insieme pubblico e privato”, altrimenti il Paese soffrirà: “Devo dire che a marzo abbiamo vissuto tutti attimi di grandi smarrimento, io auspico che questo tavolo dove mettere insieme pubblico e privato, le energie migliori del Paese venga fatto al più presto”. Oggi, invece, “non lo vedo” e si risponde “a mille persone che bussano al Palazzo, nella ricerca di accontentare tutti con interventi a pioggia che non funzionano”. Bonomi in questo periodo ha cercato di “esprimere un pensiero riguardo a una direzione per il futuro, non volendo essere corporativista e ho limitato questi interventi per non alimentare polemiche né divisioni che non servono”. A breve, però, “credo che questo tavolo virtuale si debba riunire, se no questo Paese avrà un declino che non sarà neanche tanto lento. Questo non lo accetto e non lo voglio, non ce lo possiamo permettere, l’Italia non merita questo”.