Covid- 19 migliaia di contagiati nei mattatoi. Anche in Italia è emergenza

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Anche in Italia, dove l’industria della carne è sempre più concentrata, la situazione negli impianti desta forte preoccupazione. In Puglia un macello ha chiuso i battenti per due settimane dopo che 71 impiegati sono risultati positivi al virus. Questa regione è stata particolarmente colpita dalla pandemia e a marzo il tasso di mortalità è stato il quadruplo rispetto a quello del resto del Sud Italia.

Le conseguenze per lavoratori e animali

Durante questi mesi, gli operai impiegati nell’industria della carne hanno dovuto continuare a lavorare perché questo settore è stato sin da subito considerato “essenziale”, al pari di altre produzioni alimentari. Evidentemente però non sono state prese misure adeguate per limitare la trasmissione del virus, come ad esempio il distanziamento sociale. Questo in particolare, è praticamente impossibile da garantire sia nelle strutture stesse, che negli appartamenti dei lavoratori, che spesso sono migranti, hanno un contratto stagionale e condividono un’abitazione con altre persone. Per non parlare del rischio legato all’utilizzo del trasporto pubblico per raggiungere il luogo di lavoro.

Ci sono dei rischi di contagio da Coronavirus per chi mangia carne?

Gli scienziati lo escludono categoricamente. Anche perché la cottura degli alimenti, in ogni caso, elimina qualunque virus, e non esiste alcuna evidenza scientifica di una possibile resistenza degli agenti virali sulle superfici. I contagi, seppur tantissimi, all’interno dei mattatoi riguardano cause terze e non certamente la materia che viene lavorata. In tal senso, si registra una spaccatura in ambito scientifico.

La diffusione del Coronavirus nei mattatoi, per alcuni, è favorita da un ambiente chiuso, umido e a bassa temperatura. Negli impianti in cui i bovini, i suini o il pollame vengono abbattuti, tagliati e lavorati si lavora in genere a distanza ravvicinata e c’è il rischio che per parlare i dipendenti si tolgano la mascherina.

C’è anche chi sostiene che a far da veicolo alla diffusione da Coronavirus nei mattatoi siano le sale ove i dipendenti si cambiano e si lavano, anche lì a distanza ravvicinata e oltretutto senza protezioni. In Germania, per esempio, c’è chi ha ipotizzato che la trasmissione possa essere avvenuta, più che nei luoghi di lavoro, all’esterno, nelle case dove abitano i lavoratori.