Fitwalking: dimagrire camminando, ecco come fare

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I buoni motivi per praticare il Fitwalking sono tanti e si possono trovare motivazioni e stimoli che coinvolgono tutti verso tale pratica. Innanzitutto, però, il Fitwalking si pone come un’attività alla portata di tutti e non vi è soggetto sano che non possa camminare. Oltre a ciò, il Fitwalking è libertà di movimento, di scelte e di pratica. E’ uno sport gratificante che aiuta a sentirsi in forma e, di conseguenza, a sentirsi bene. Questi fattori migliorano l’umore, l’autostima, l’equilibrio personale.

Sul piano della salute, la pratica del Fitwalking rivela grandi potenzialità. Il Fitwalking non è una cura, ma una “terapia preventiva”. Praticare con regolarità aiuta a raggiungere gradualmente il miglior equilibrio fisico e a incrementare progressivamente lo stato di benessere derivante dall’attività, con il vantaggio indubbio di essere accessibile a tutti. Il Fitwalking è un’attività che incide quindi molto sul miglioramento della qualità di vita delle persone.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda il fitwalking come fosse una medicina, dando un orizzonte di riferimento di 10mila passi al giorno, ovvero mezz’ora di camminata, per 5 giorni a settimana. In realtà ne bastano anche meno per ridurre i rischi di attacco cardiaco e ipertensione: 20 minuti per tre volte a settimana è la “dose standard” consigliata dai medici per prevenire e curare le malattie cardiovascolari, iniziare a combattere l’obesità e arginare il diabete.

Il fitwalking è adatto a tutti e l’allenamento dedicato prevede 3-4 ore alla settimana per un totale di 4 uscite di 45-60 minuti l’una. È un’attività piacevole (si tratta di una disciplina a bassa intensità, non pensata per preparare il corpo a competizioni), e se condotta con continuità può aiutare a mantenere sotto controllo non solo il peso, ma anche i tassi di colesterolo e di altri grassi, l’ipertensione, l’osteoporosi e il diabete, come sostiene Maurizio Damilano, medaglia d’oro olimpica nella marcia. Mantenendo la frequenza cardiaca fra 100 e 115 battiti al minuto, il corpo comincia ad utilizzare il grasso come fonte di energia. E dal punto di vista mentale è un evidente antistress e antidepressivo.

Addirittura i benefici della camminata possono essere uguali o superiori a quelli della corsa, come sostiene una ricerca della Lawrence Berkeley National Laboratory, che ha paragonato una pratica intensa come quella del running con quella più blanda della camminata, scoprendo che diabete, colesterolo e ipertensione vengono ridotti quasi nella stessa misura.

Basta poco, di solito un paio di scarpe, un percorso in testa e un po’ di tempo (anche poco) a disposizione. Se camminare in montagna è scientificamente provato che renda le persone più felici, riducendo lo stress e stimolando sensazioni positive, il fitwalking è un’attività che funziona anche in città e ha effetti benefici su più aspetti della nostra vita. Secondo una ricerca della University of Utah School of Medicine, camminare due minuti ogni ora allunga la vita: permettendoci di bruciare 400 chilocalorie a settimana, previene i danni connessi alla sedentarietà e diminuisce la mortalità del 33%.