GSE, Utilitalia, nella Fase 2 del Coronavirus la parola chiave deve essere semplificazione

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Una ripartenza che deve avere la semplificazione come parola chiave della Fase 2 e che dovrà vedere negli strumenti per fronteggiare la crisi economica, innescata dall’emergenza sanitaria, un’opportunità per accelerare ancora di più la transizione verso lo sviluppo sostenibile e il Green deal, da cogliere con determinazione. Una ripartenza che deve avere la semplificazione come parola chiave della Fase 2 e che dovrà vedere negli strumenti per fronteggiare la crisi economica, innescata dall’emergenza sanitaria, un’opportunità per accelerare ancora di più la transizione verso lo sviluppo sostenibile e il Green deal, da cogliere con determinazione. Questo, in sintesi, il messaggio del Direttore generale di Utilitalia Giordano Colarullo nel suo intervento al webinar organizzato oggi dal Gse per presentare il rapporto sulle attività del 2019.

“Veniamo da una situazione in cui la commissione Europea ha adottato pochi mesi fa un documento strategico per il Green deal per avviare un percorso virtuoso di decarbonizzazione e di crescita sostenibile – osserva Colarullo – l’Italia, poche settimane prima dell’esplosione dell’epidemia coronavirus, aveva adottato il Piano nazionale integrato energia e clima che prevede grandi sforzi: riduzione del 40%  dei consumi energetici nel 2030 rispetto al 2007, riduzione delle emissioni del 33% nel 2030 rispetto al 2005. Tutto ciò, corredato da una stima di 80 miliardi annui di investimenti nel decennio necessari per raggiungere questi target su tutti i settori. Sono un impegno forte, che deve essere sostenuto non da un singolo comparto ma dall’intera economia”.

“Il quesito che spesso in questi giorni ci viene posto è – continua il Dg di Utilitalia, ricordando come la perturbazione epidemiologica e poi quella economica vedrà una delle più profonde crisi recessive probabilmente degli ultimi decenni,  forse peggiore di quella del 2008 – se questo percorso verso la sostenibilità può continuare come tracciato. Il nostro punto di vista è che non solo ‘può’ ma ‘deve’ continuare, forse in maniera ancora più approfondita, perché possiamo prendere questo momento di discontinuità come un’opportunità per investire con determinazione, e riproporre una nuova economia che rinasca da questo momento, quasi bellico, su delle basi fortemente orientate alla sostenibilità. Non c’è allora solo la necessità di continuare ma di farlo ancora con maggiore determinazione e celerità”.

“Questo – spiega Colarullo – richiede naturalmente alcuni accorgimenti di contesto. Le sfide saranno tante se, per esempio, si pensa al prezzo del petrolio e alle potenziali implicazioni sulla convenienza economica delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Superate queste turbolenze più immediate quello che serve veramente è creare un sistema di regole e condizioni adeguate. Nel quadro più generale, noi come Utilitalia abbiamo di fronte interlocutori istituzionali e politici, sia del Parlamento che del governo, a cui stiamo dicendo sostanzialmente che tutti i processi autorizzativi vanno accelerati, vanno resi più snelli, per permettere investimenti importanti. Così come anche il Codice appalti va in una certa fase almeno snellito nella sue procedure, e reso più efficace sia per gli investimenti pubblici che privati”.

Per quanto riguarda il Gse, “ci aspettiamo maggiore determinazione nell’accelerare l’approvazione dei progetti, e in secondo luogo nella semplificazione delle procedure di calcolo per le reali quantità di efficientamento energetico; in questo senso apprezziamo l’adozione progressiva delle Linee guida settoriali; da ultimo, andrebbero poste regole chiare e soprattutto tempi certi per quanto riguarda i contenziosi così da ridurre al minimo l’incertezza regolatoria che ne deriva”.

Infine, conclude Colarullo, “fondamentale potrebbe essere un allargamento del perimetro e per esempio pensare di allargare le regole che hanno dimostrato la loro efficacia per quanto riguarda l’efficientamento energetico al recupero della materia e al contesto dell’economia circolare; in particolare in questo contesto andrebbe favorita l’introduzione di ‘schemi tipo’ e ‘progetti standardizzati’ per valorizzare sia il risparmio di materia che il risparmio di energia. Noi riteniamo che il Gse possa davvero svolgere un ruolo guida e centrale in questo processo evolutivo della transizione energetica e che debba quindi accompagnare, insieme ad altri soggetti preposti, verso una semplificazione delle regole affinché il percorso delle imprese possa accelerare in maniera più convinta nell’ambito della decarbonizzazione e della dematerializzazione dell’economia”.