Il coronavirus si diffonde in piscina: Ministero della Salute smentisce la bufala

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Prosegue l’attività degli esperti del Ministero della Salute, che da qualche tempo ormai visionano le informazioni che si diffondono sul web per smentire tutte le fake news che vengono proposte sul tema coronavirus. Per evitare di imbattersi in notizie false e pericolose per la salute i medici raccomandano, infatti, di fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. E allora, tra piscine, sigarette, donazione del sangue e febbre nei bambini ecco le ultime bufale su cui gli esperti hanno fatto chiarezza.

Piscine e vasche idromassaggio
C’è chi ha ipotizzato che i bagni in piscina o nelle vasche idromassaggio possano esporre all’infezione da nuovo coronavirus. E’ totalmente falso, dato che non esistono attualmente prove che il virus possa essere diffuso all’uomo in questi contesti. “E’ comunque sempre consigliabile assicurarsi del corretto funzionamento ed effettuare un’adeguata manutenzione e disinfezione, ad esempio con cloro e bromo, di piscine e di vasche idromassaggio”, si legge nell’articolo pubblicato sul portale del Ministero. La trasmissione del virus, ribadiscono gli esperti, avviene tramite le goccioline respiratorie ed è sempre consigliabile mantenere la distanza di un metro tra una persona e l’altra, in qualunque ambiente ci si trovi.

Il fumo da sigaretta
La seconda fake news riguarda il fumo da sigaretta, tema già trattato di recente anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ vero che sarebbe inutile smettere di fumare, tanto non si rischia più degli altri di contrarre la malattia da Covid-19? Anche in questo caso è falso, perché secondo gli esperti “smettere di fumare è importante dato che si guadagna salute subito e si ottengono molti benefici a lungo termine”. Studi recenti, tra l’altro, hanno evidenziato nei fumatori un aumento di almeno tre volte il rischio di sviluppare polmonite severa da Covid-19 rispetto ai non fumatori. “Il fumo facilita le infezioni respiratorie veicolando più volte al giorno nell’apparato respiratorio 7000 e più sostanze tossiche”, sottolineano dal Ministero.

La febbre nei bambini e la donazione di sangue
Le ultime bufale, infine, riguardano la donazione di sangue e la febbre nei bambini. Nel secondo caso c’è chi ipotizza che, visto che il coronavirus non colpisce i bambini, se manifestano un pò di febbre non ci si debba preoccupare e non chiamare il medico. In realtà non è così perché è vero, il nuovo coronavirus fino ad oggi ha colpito in maniera minore i bambini rispetto al resto della popolazione, ma i bambini non sono immuni all’infezione. Per questo motivo, in caso di sintomi dubbi come febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria “è sempre indicato consultare il pediatra”. Donare il sangue, invece, è possibile nonostante in Rete ci sia chi sostenga il contrario anche perché è considerato tra le motivazioni di “assoluta urgenza” previste dalle ordinanze del governo. Sono quindi consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative.