In Brasile l’epidemia da coronavirus va sempre peggio, gli indigeni si curano con le piante

3075

in Brasile nelle ultime 24 ore ci sono stati 17.408 casi di contagio accertati da coronavirus e 1.179 morti. È la prima volta che in un solo giorno vengono registrati più di mille decessi nel paese che ora ne conta quasi 18mila. I casi di contagio confermati sono saliti a oltre 271mila

La situazione dell’Amazzonia si aggrava sempre di più a causa del palese disinteresse del governo di salvaguardare i diritti indigeni e l’ambiente. Sembra che non capiscano nemmeno di cosa stiamo parlando. L’apoteosi dell’incomprensione tipicamente capitalista del fatto che ci stiamo misurando con una produzione e un consumo selvaggi e infiniti in un pianeta con risorse finite. E, per l’appunto, non si tratta di una proiezione di una Ong, di un Ente governativo, di un’agenzia Onu, ma di un fatto incontestabile, concreto e imminente.

In Brasile la sanità è messa così male che gli indigeni si curano con le piante

Nello stato di Amazonas sopraffatto dall’emergenza Covid-19, per non dipendere dalla sanità pubblica gli indigeni attingono alle loro conoscenze ancestrali e si curano da soli con piante medicinali.

La testimonianza è quella dell’etnia Saterè Mawè, stabilita in una zona rurale nei pressi di Manaus, capitale dello stato settentrionale. Infusi a base di corteccia d’alberi, carapanauba dalle virtù anti-infiammatorie, saracura mira utilizzato per la malaria, tè con limone, menta, mango, aglio, zenzero e miele: sono queste le cure al coronavirus sapientemente preparate dagli indigeni brasiliani, già testate con successo su alcuni pazienti contagiati.

“Abbiamo trattato tutti i sintomi avvertiti con rimedi preparati da noi stessi, come insegnato dai nostri antenati. A ciascun sintomo la sua cura specifica” ha raccontato André Saterè Mawè, stabilito in un villaggio rurale con altre 15 famiglie.

A preparare le pozioni anti Covid-19 con Andrè c’è la 40enne Rosivane Pereira da Silva, che fa bollire gli ingredienti in acqua e riempie piccole bottiglie o recipienti più capienti, in base alla necessità. “Parlo sempre con mio nonno Marcos, che ha 93 anni, e sa bene quali ingredienti utilizzare” ha spiegato Rosivane.

Una decisione pragmatica per ovviare alla mancata assistenza da parte delle autorità governative e al sovraffollamento degli ospedali di Manaus e dintorni. Con una popolazione stimata di 13 mila persone, stabilite per lo più nel territorio Andira-Marau, negli stati di Amazonas e del Para (Nord), gli indigeni del popolo Saterè Mawè sono noti per il raccolto della guarana, frutto energetico molto in voga.

Secondo i dati del ministero della Salute brasiliano, finora 371 indigeni sono stati contagiati dal Covid-19 e 23 sono deceduti. Un dato inferiore a quello censito dall’Associazione dei Popoli indigeni del Brasile (Apib) di 537 casi positivi e 102 vittime. Su scala nazionale, con 255.368 contagiati il Brasile è balzato al terzo posto nella poco ambita classifica che misura la diffusione mondiale della pandemia.