La farina di Fave è gluten-free, ideale anche per i vegani

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La farina di fave si ottiene dalla macinazione dei semi secchi della pianta Vicia faba, varietà Major. L’impiego della farina di fave è di vario genere; trattandosi di un prodotto più proteico rispetto alle farine di cereali, viene spesso impiegata dai vegani per compensare le carenze quantitative e qualitative di amminoacidi essenziali nella dieta. Inoltre la farina di fave non contiene glutine, pertanto risulta adatta all’alimentazione del celiaco (gluten-free).

Per quanto inadatta possa sembrare alla produzione di alimenti da forno, la farina di fave viene spesso utilizzata nella panificazione miscelata con farina di vari frumenti (grano tenero, farro, spelta, kamut ecc.). Tale combinazione non è solo un tentativo di incrementare il Valore Biologico (VB) delle proteine, ma pare che (da tempo) venga utilizzata per donare particolari caratteristiche chimico-fisiche al pane. La percentuale di farina di fave in un impasto da lievitare non dovrebbe superare il 20%, ma anche in tal caso il prodotto risulterà particolarmente debole; un semplice 1% invece, può contribuire ad aumentare la forza, la stabilità, l’assorbimento, la lievitazione stessa, la reazione di Maillard superficiale e lo schiarimento della mollica (fonte: Fysis.it).

L’apporto energetico della farina di fave non si discosta molto da quello delle farine di cereali, pseudo-cereali e legumi (circa 340kcal/100g). Ha un contenuto proteico piuttosto elevato, pochissimi lipidi e una percentuale preponderante di carboidrati (tendenzialmente complessi), ma comunque inferiore al resto delle farine. La quantità di fibre è assolutamente elevata.
Per quel che concerne i sali minerali, la farina di fave strabilia per l’elevatissimo contenuto in ferro, un modesto apporto in calcio e una notevole concentrazione di fosforo.

In merito alle vitamine, la farina di fave vanta le presenza massiccia di B1, B2, PP e acido folico. Si evincono piccole quantità di vit. A e vit. C. La farina di fave è un alimento consigliato nella maggior parte dei regimi alimentari, esclusi quelli dei soggetti affetti da favismo o da altre condizioni particolari che potete leggere nell’articolo dedicato (Fave e problemi annessi).

Nella dieta, la farina di fave svolge il ruolo di alimento sia energetico che plastico e contribuisce al raggiungimento delle razioni raccomandate di certe vitamine e sali minerali. La porzione media è analoga a quella per le altre farine di legumi, cereali e pseudo-cereali, comprendendo primi piatti, pane, derivati e la così detta “carne vegetale”.