Massimo, ex allevatore che ora salva gli animali: La sua storia su Rai3 “Che ci faccio qui“

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Nella foto Massimo mentre accudisce uno tra i suoi più giovani ospiti. © Massimo Manni

Nella serata di ieri, all’interno del programma di Rai3 “Che ci faccio qui“, è andata in onda la puntata “Dalla tua parte”. Il conduttore Domenico Iannacone, che affronta diversi temi sociali raccontando le particolari storie che trova in giro per l’Italia, questa volta ha portato in prima serata lo sfruttamento degli animali. Nel suo viaggio si è fatto accompagnare da Massimo Manni , un uomo che, a un certo punto della sua vita, si è ritrovato a rivoluzionarla radicalmente, passando da allevatore a proprietario del Santuario Capra Liberi Tutti, il rifugio che oggi ospita 200 animali salvati da allevamenti, macelli e situazioni di sfruttamento.

La rinascita di Massimo

Qualche tempo fa, l’associazione Essere Animali ha raccontato la sua storia e del cambiamento che ha portato, lui come molti altri, a prendere consapevolezza delle crudeltà che si celano dietro lo sfruttamento degli animali e schierarsi dalla loro parte, rifiutando di essere complici della loro sofferenza, smettendo di mangiarli e diventando vegani.

In questo toccante racconto, Massimo accoglie il conduttore nel suo rifugio di Nerola (in provincia di Romaù) dove trascorrono insieme un’intera giornata a stretto contatto con gli animali, affrontando i vari aspetti che riguardano gli animali allevati a beneficio dell’essere umano.

Quella di Massimo è una storia particolare, che nasconde aspetti non comuni. I suoi trascorsi si differenziano molto dai racconti a cui siamo abituati in merito alla transizione verso il veganismo e rendono il suo cambiamento ancora più toccante. Massimo infatti ha sempre vissuto a contatto con gli animali.

l sogno della sua vita è sempre stato quello di vivere a contatto con loro, per cui ha cercato di soddisfare questa necessità ricoprendo anche ruoli insoliti e svolgendo lavori particolari. Ha trascorso molti anni in un negozio vendendo le specie più disparate, ha addirittura lavorato in un circo – al tempo era felice di prendersi cura di animali che poi si sarebbero esibiti – e per diverso tempo è stato allevatore. Fino al giorno in cui qualcosa gli fatto capire che doveva prendere un’altra strada.

L’episodio che gli ha cambiato la vita

Nel tempo, Massimo riesce a comprare un casa con un grande terreno vicino a Roma. Lì può finalmente occuparsi in prima persona degli animali e allevare diverse specie. Gatti persiani, coniglietti nani, pecore. Si occupa di ogni aspetto, dalla riproduzione all’allevamento, fino alla vendita. Poi, un giorno, qualcosa in lui cambia.

E il fatto che pone Massimo davanti ad una scelta difficile, dura e sofferta, è il momento della vendita di alcuni agnelli. Nell’istante in cui il furgone, carico di cuccioli, lascia l’allevamento di Massimo, le madri iniziano a belare senza sosta. Momenti che diventeranno un tormento per Massimo e lo cambieranno per sempre.

«Quella fu una protesta delle madri. Ero disperato! Le loro urla mi risuonavano in testa e la causa ero io. Gli avevo rubato e venduto i figli.»

A quel punto decide di andare fino in fondo, prendere consapevolezza di tutti gli aspetti che si nascondono dietro l’utilizzo degli animali, anzitutto quelli allevati a scopo alimentare, e si schiera dalla loro parte. Ricompra immediatamente gli agnellini appena venduti, diventa vegano e converte l’allevamento nel Santuario Capra Libera Tutti, uno dei luoghi simbolo della liberazione degli animali dalle diverse forme di sfruttamento.