Mobilità sostenibile, Fase2: più sharing mobility e raddoppio delle piste ciclabili

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Operai al lavoro per realizzare nuove piste ciclabili e pedonali in Corso Venezia e fare fronte all'aumento degli spostamenti in bicicletta e a piedi, Milano, 30 aprile, 2020. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

Potenziare la sharing mobility e raddoppiare i chilometri delle piste ciclabili in città per tutelare l’ambiente e la sicurezza dei cittadini nella fase 2 dell’emergenza sanitaria con il ritorno alle attività di milioni di italiani. Puntare su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile è la sfida che propone Legambiente ricordando che i Piani urbani per la mobilità sostenibile (Pums) per il raddoppio delle ciclabili sono già previsti e sollecitando i Comuni a metterli in campo al più presto. “Le risorse per nuove ciclabili ci sono: sblocchiamo i 150 milioni di euro stanziati nella Legge di Bilancio 2020 per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani”.

In particolare, spiega l’associazione ambientalista, si tratta di progetti per 2.626 chilometri di nuove piste ciclabili, da sommare ai 2.341 chilometri di quelle già esistenti in 22 città italiane. Per fare qualche esempio, secondo i piani, Palermo passerebbe dagli attuali 48 a 155 chilometri di piste ciclabili; Firenze da 66,3 a 108,5; Pesaro da 100 a 180; Napoli da 21,3 a 184,3; Bologna da 248 a 969; Bari da 45,7 a 202,7; Milano da 220 a 406; Parma da 125,5 a 296 chilometri.

“Le città – afferma il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini – saranno il cuore del rilancio post coronavirus. In questa Fase 2 sarà fondamentale potenziare la disponibilità di biciclette, e-bike, monopattini e scooter elettrici, riducendone i costi d’utilizzo e allargandone l’offerta anche alle aree periferiche dei nostri centri urbani.

Non sono ammessi ritardi di nessun tipo: se davvero si vuole avviare una ripartenza urbana green e sostenibile, non si perda questa importante occasione”. Sul capitolo risorse, aggiunge Zanchini, “va aperto un doppio tavolo di confronto, con il Governo e con le imprese, per trovare innanzitutto gli accordi per abbassare i costi dei servizi di sharing mobility, che devono allinearsi quanto più possibile a quelli dei mezzi pubblici e prevedere, ad esempio, la possibilità di abbonamenti a prezzi accessibili della durata di sei mesi. Quanto alla realizzazione di nuove piste ciclabili, il costo stimato di questi interventi è di circa 600 milioni di euro”: per fare un confronto, si tratta di meno di un settimo di quanto costerebbe la Gronda di Genova, oltretutto ormai inutile visto che a luglio entrerà in funzione il nuovo ponte progettato dall’architetto Renzo Piano”.