Oms: “Se Usa hanno dati su origine non naturale virus li condividano”

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“Il coronavirus è di origine naturale, è una zoonosi, come accaduto in passato con Ebola e la Sars. Ma se gli Stati Uniti hanno dati differenti, l’Organizzazione mondiale della sanità incoraggia a condividerli”. Lo ha sottolineato Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle dichiarazioni arrivate da Oltreoceano, in base alle quali il coronavirus sarebbe sfuggito per errore da un laboratorio cinese.

L’esperto ha ricordato gli studi scientifici che hanno analizzato le sequenze genetiche del virus, concludendo che Sars-Cov-2 ha origine naturale. Ma “c’è ancora un vuoto: non conosciamo con certezza tutti i passaggi” dagli animali all’uomo, ha aggiunto Ryan riferendosi all’ospite intermedio del microrganismo. “Si tratta di informazioni importanti” anche per lo studio di farmaci e vaccini.

“Nessuno di noi può accettare un mondo in cui alcune persone sono protette da Covid-19 mentre altre no. Tutti dovrebbero essere protetti. Nessuno di noi è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro”, ha detto invece il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando comunque “la velocità” con cui corre la ricerca contro il nuovo coronavirus.

In particolare, ha evidenziato l’organizzazione in una nota, “gli africani meritano di usare medicinali testati secondo gli stessi standard riservati alle persone nel resto del mondo. Anche se le terapie derivano dalla pratica tradizionale e naturale, è fondamentale stabilire la loro efficacia e sicurezza attraverso rigorosi studi clinici”. L’Oms accoglie “con favore le innovazioni in tutto il mondo tra cui il riutilizzo di farmaci, le medicine tradizionali e lo sviluppo di nuove terapie nella ricerca di potenziali trattamenti per Covid-19”.

L’Oms inoltre “riconosce che l’Africa ha una lunga storia di medicina tradizionale e professionisti che svolgono un ruolo importante nel fornire assistenza alle popolazioni. Le piante medicinali come l’Artemisia annua sono considerate possibili trattamenti per Covid-19 e devono essere testate per l’efficacia e gli effetti collaterali negativi”.

L’Oms sta lavorando con istituti di ricerca per “selezionare prodotti di medicina tradizionale che possono essere studiati per l’efficacia clinica e la sicurezza per il trattamento Covid-19”. “Poiché sono in corso sforzi per trovare un trattamento -ha proseguito l’agenzia- è necessario prestare attenzione alla disinformazione, in particolare sui social media, sull’efficacia di alcuni rimedi. Molte piante e sostanze vengono proposte senza i requisiti minimi e le prove di qualità, sicurezza ed efficacia.

L’uso di prodotti non indagati in modo approfondito per il trattamento di Covid-19, può mettere in pericolo le persone, dare un falso senso di sicurezza e distrarle dal lavaggio delle mani e dal distanziamento fisico che sono punti cardine della prevenzione contro la malattia e possono anche aumentare l’automedicazione e i rischi per la sicurezza del paziente”.

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