Sindrome di Stoccolma: Cause, Sintomi, Diagnosi

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Le cause della sindrome di Stoccolma non sono chiare; studi sull’argomento, tuttavia, hanno evidenziato che in tutti i casi di sindrome di Stoccolma ricorrevano 4 situazioni, che sono:

  • Sviluppo, da parte dell’ostaggio, di sentimenti positivi nei confronti del sequestratore;
  • Nessuna precedente relazione tra ostaggio e rapitore;
  • Sviluppo, da parte dell’ostaggio, di sentimenti negativi nei confronti delle autorità governative preposte al salvataggio;
  • Fiducia dell’ostaggio nell’umanità di chi lo sequestra.

Il sequestrato che sviluppa la sindrome di Stoccolma esibisce dei comportamenti del tutto singolari, tra cui per esempio: provare simpatia, attaccamento o altri sentimenti simili nei confronti del suo rapitore; rifiutarsi di scappare, pur avendone la possibilità; rifiutarsi di collaborare con  la polizia; tentare di compiacere il rapitore; difendere l’operato del sequestratore; rifiutarsi di testimoniare contro il rapitore.
La sindrome di Stoccolma non rientra tra le malattie psichiatriche e non richiede alcuna terapia specifica.

Cos’è la Sindrome di Stoccolma?

Sindrome di Stoccolma è l’espressione usata per indicare la situazione paradossale, in cui la o le vittime di un sequestro si affezionano al loro o ai loro sequestratori, anche a dispetto di un comportamento inizialmente violento da parte di quest’ultimi.

La sindrome di Stoccolma rappresenta un paradosso del comportamento umano: l’ostaggio che ne è interessato, infatti, avverte simpatia, comprensione, empatia, fiducia, attaccamento e talvolta perfino amore nei confronti del suo rapitore, quando invece sarebbe più logico che provasse, alla luce del maltrattamento subìto, sentimenti come odio, avversione, antipatia, volontà di non assoggettarsi ecc. Nonostante gli esperti la descrivano come una condizione psicologica, la sindrome di Stoccolma non presenta i requisiti indispensabili per rientrare nei manuali di psichiatria e nemmeno in una classificazione psichiatrica relativa alle malattie mentali: la critica alla sindrome di Stoccolma come patologia psichiatrica proviene dalla mancanza di studi scientifici sull’argomento e dal fatto che sentimenti come affetto, simpatia, ecc. non possono ritenersi, anche se provati nei confronti di un rapitore, i sintomi di un malessere psichico.

Cause della Sindrome di Stoccolma

  • I sentimenti positivi che contribuiscono allo sviluppo della sindrome di Stoccolma sono generalmente la conseguenza di atti di gentilezza da parte del sequestratore nei confronti dell’ostaggio (es: garantire il cibo, lasciare la possibilità di usare i servizi igienici ecc.)
    I sentimenti positivi, quindi, sono espressione di riconoscenza nei confronti di un favore ricevuto.
    Da studi sul comportamento umano è emerso che, nel corso di un rapimento, le cortesie, gli atti di gentilezza e i favori provenienti dall’aggressore possono avere un impatto sulla psiche dell’ostaggio, tale da indurre quest’ultimo a sorvolare sulla sua condizione di vittima e sul fatto che qualcuno lo stia privando della sua libertà;
  • All’origine dei sentimenti negativi che l’ostaggio elabora nei confronti del salvatore c’è la condivisione con il sequestratore di una situazione di isolamento dal mondo esterno.
    In altre parole, a scatenare nell’ostaggio avversione nei confronti di chi ha l’incarico di salvarlo è il trovarsi isolato dall’ambiente esterno, nello luogo del rapitore;
    I sentimenti negativi nei confronti dei salvatori avvicinano l’ostaggio al sequestratore così tanto, che spesso la vittima finisce per aiutare, in caso di bisogno, il suo rapitore;
  • In una fase più avanzata del sequestro, quando già si è creato un certo grado di simpatia/attaccamento, ad alimentare nell’ostaggio l’avversione nei confronti del salvatore è la paura che quest’ultimo possa far del male al sequestratore;
  • Ciò che porta l’ostaggio a credere nell’umanità del suo sequestratore non è tanto da ricercarsi nel comportamento di quest’ultimo, quanto piuttosto nei gesti di violenza che potrebbe commettere ma che di fatto NON commette.
    In altre parole, l’ostaggio ritiene che il rapitore sia dotato di umanità, perché questo non gli riserva un trattamento violento o gli riserva un trattamento meno violento di quanto in realtà potrebbe;
  • Secondo gli esperti, un’importante situazione favorente (ma non indispensabile) lo sviluppo della sindrome di Stoccolma sarebbe la durata prolungata del sequestro.
    Un sequestro prolungato, infatti, farebbe sì che l’ostaggio conosca più a fondo il suo sequestratore, entri in confidenza con quest’ultimo, fortifichi la simpatia e l’attaccamento nei suoi confronti, cominci a sentirsi dipendente da lui per quanto concerne il cibo e le altre necessità quotidiane, si senta riconoscente per il fatto di non avergli fatto più del male o avergli risparmiato la vita ecc.