Autostrade, Atlantia chiede aiuto alla commissione Ue: “Il governo italiano viola le leggi europee”

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Atlantia lancia un grido d’allarme perché la posta in gioco è caldissima, ad alta tensione: la sopravvivenza della società e di settemila posti di lavoro. Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade, prende carta e penna e scrive a Bruxelles. Per dire che il Governo ha violato le norme europee.

Il presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, e l’amministratore delegato, Carlo Bertazzo, hanno chiesto a Bruxelles di prendere “iniziative rapide e decise” nei confronti del governo per far fronte a quella che la società ritiene una “violazione delle norme Ue” sul rispetto dei contratti e delle economie di libero mercato. Atlantia, scrive ancora il Ft, non ha voluto commentare quanto ricostruito dal quotidiano, e nemmeno il governo italiano e Dombrovskis hanno espresso commenti.

Secondo un’anticipazione del Financial Times, i vertici di Atlantia lamentano che le norme del Milleproroghe hanno permesso al governo di “ridurre drammaticamente” la compensazione riconosciuta al gruppo nel caso di revoca anticipata del contratto di Autostrade per l’Italia e puntano il dito anche contro il cambiamento del meccanismo per stabilire i pedaggi autostradali. Non solo: come già era avvenuto dopo il cda straordinario del 22 maggio, la società afferma di essere esclusa dalle garanzie pubbliche previste dal dl Liquidità per ragioni politiche. “Sebbene Aspi soddisfi tutti i criteri e i prerequisiti per accedere alla garanzia”, si legge nella lettera, il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni “ha dichiarato che non è possibile concedere tale garanzia a Aspi”.

“Ciò – accusa Atlantia – è palesemente discriminatorio, a conferma del desiderio delle autorità italiane di compromettere la redditività di Aspi, indebolire la società e ridurne il valore a fini politici”. E ancora: la holding accusa anche l’esecutivo di forzarla a vendere la sua quota di maggioranza in Autostrade a Cassa Depositi e Prestiti “a una valore ridotto creando un danno significativo a migliaia di investitori italiani e stranieri”, si legge nella lettera.