Coronavirus, nuovo focolaio a Pechino: torna l’incubo del lockdown

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La Cina torna in allarme a causa del coronavirus. Un nuovo focolaio, che sarebbe collegato al mercato di Xinfadi, una delle strutture all’ingrosso più grandi di Pechino, ha fatto scattare il lockdown nei quartieri vicini. Giovedì le autorità pechinesi hanno annunciato un caso, il primo di trasmissione non importata dall’estero dopo quasi due mesi, venerdì i positivi sono diventati sei, tutti legati al mercato, e sabato mattina, dopo che circa 500 membri del personale sono stati sottoposti al tampone, come riporta il Global Times, tabloid legato al Partito comunista cinese, ne sono emersi altri 45, sebbene asintomatici

Su 517 test eseguiti tra i lavoratori del mercato, 45 sono risultati positivi, mentre un altro contagio è stato registrato in una persona che lavora nel mercato di prodotti agricoli nel distretto di Haidian. Quest’ultimo era stato a stretto contatto con uno dei 45 trovati positivi a Xinfadi, come hanno spiegato le autorità locali. Complessivamente sono stati eseguiti 1.940 tamponi ai lavoratori dei mercati della capitale. Tutte le 46 persone che hanno contratto il virus non mostrano sintomi e sono sotto stretta osservazione. Le autorità di Pechino hanno imposto il lockdown a 11 comunità residenziali che si trovano nei pressi del mercato, situato nel quartiere meridionale di Fengtai, entrato in “modalità bellica” e dove a breve 10mila persone saranno testate.

Tutti coloro che sono stati in contatto con il mercato o con chi ci lavorava dal 30 maggio saranno sottoposti a tamponi, ha reso noto Gao Xiaojun, portavoce della Commssione per la sanità di Pechino. In città saranno anche inasprite le ispezioni sui mercati di alimenti, in cui si vendono prodotti freschi e carni, ma anche su supermercati e negozi di alimentari, ha precisato il vice direttore per l’ufficio per i mercati, Chen Yankai. Sia il primo nuovo caso di Covid-9 denunciato a Pechino giovedì, che i sei diagnosticati ieri, erano stati in contatto con il mercato o persone che ci lavoravano. Xinfadi, che è il principale mercato all’ingrosso di frutta, verdura e carne di Pechino, che si estende su 112 ettari e nel quale lavorano 1.500 persone con 4.000 banchi, oggi è stato chiuso per essere disinfestato. Dopo la scoperta del focolaio di Covid-19, sono stati chiusi scuole e asili nido nei pressi del mercato.

Le autorità locali hanno fatto risalire l’ondata di contagi a un tagliere usato per il salmone importato. Le principali catene di supermercati di tutta la città hanno successivamente rimosso il salmone dai loro scaffali, secondo quanto riferito dal Beijing Youth Daily.