Covid 19 e plastica monouso, Greenpeace: le alternative riutilizzabili sono sicure

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Oltre 100 esperti di salute pubblica e ricercatori di diciotto paesi – tra cui l’Italia – hanno sottoscritto una dichiarazione sostenendo che i contenitori riutilizzabili sono alternative sicure per la salute durante l’emergenza COVID-19, respingendo così i proclami dell’industria della plastica in tutto il mondo.

Gli esperti sanitari – insieme a noi ed UPSTREAM, un’altra organizzazione che come Greenpeace fa parte della coalizione internazionale Break Free From Plastic – confermano dunque che gli imballaggi usa e getta non sono affatto più sicuri di quelli riutilizzabili e, se si rispettano le basilari regole di igiene, anche i sistemi basati su prodotti sfusi e ricarica sono assolutamente sicuri.

I contenitori riutilizzabili sono sicuri per la salute

La presunta riduzione dell’esposizione al coronavirus ha promosso la diffusione e l’utilizzo di oggetti in plastica monouso, ma tutto questo genera un impatto negativo sull’ambiente, sui mari e sulle acque­­­.

La dichiarazione degli studiosi invece sottolinea che disinfettanti e detergenti di uso domestico quotidiano sono efficaci nel disinfettare le superfici e i contenitori riutilizzabili.

Insomma, si tratta di una risposta chiara ai rinvii e alle sospensioni temporanee su divieti, normative e tassazioni sulla plastica usa e getta, come la plastic tax nel nostro Paese, registrati un po’ ovunque durante la pandemia.

L’industria della plastica usa e getta approfitta delle crisi

Approfittare delle crisi per promuovere la plastica usa e getta, spaventando le persone sull’uso di borse, contenitori e altri oggetti riutilizzabili e ottenendo così la sospensione di provvedimenti nei confronti dell’industria della plastica, è la prova che questo sistema è marcio. Il nostro Pianeta, e in particolare il nostro mare, è malato anche per l’inquinamento da plastica e la pandemia che viviamo ci insegna che non c’è più tempo da perdere.

Per mantenere le persone al sicuro e proteggere la nostra casa, dobbiamo ascoltare la scienza invece del marketing subdolo dell’industria della plastica che continua a fare profitti a scapito del Pianeta.

Il futuro deve essere plastic free

Le ricerche più recenti sono chiarissime: se non interveniamo subito la produzione di plastica quadruplicherà i volumi attuali entro il 2050 e sarà responsabile del 20% del consumo mondiale di combustibili fossili, con un inevitabile peggioramento dell’emergenza ambientale e climatica del Pianeta. L’unica possibilità concreta che abbiamo per fermare l’inquinamento da plastica è ridurre subito la produzione, a partire dall’usa e getta.