Onde oceaniche alte fino a 20 metri sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici

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Tra le conseguenze dei cambiamenti climatici non c’è solo l’innalzamento del livello del mare ma anche la possibilità che onde oceaniche alte fino a 20 metri possano verificarsi nel Pacifico in modo frequente con gravissimi rischi per il 60% delle coste mondiali. Lo studio è stato pubblicato su Science Advances.

Il professor Ian Young, ricercatore di ingegneria dell’Università di Melbourne, avverte che un numero maggiore di tempeste e onde estreme comporterebbe l’innalzamento del livello del mare e danni alle infrastrutture. Questaprevisione è il frutto di uno studio compiuto da Alberto Meucci, ricercatore pratese che lavora in Australia all’Università di Melbourne.

“Abbiamo compiuto una analisi statistica su una serie di modelli climatici globali che studiano i venti di superficie degli oceani, quelli che spingono le onde – spiega Alberto Meucci – e confrontando il futuro con il passato siamo giunti a questa conclusione: eventi considerati rari, ovvero una volta ogni cento anni, potranno verificarsi ogni cinquanta, se non ogni venti anni”. E questi eventi sono quelli che abbiamo descritto all’inizio: onde oceaniche alte 20 metri, come un palazzo di cinque piani o come quattro bus a due piani uno sopra l’altro.

La maggior frequenza di questi fenomeni è dovuta ai cambiamenti climatici in atto. Questi eventi, già oggi, hanno un impatto su 290 milioni di persone che vivono su coste che verrebbero alluvionate. “Mentre il cambiamento in atto potrebbe influire su più del 60% delle coste mondiali”, afferma Meucci.

La ricerca è stata finanziata tramite sovvenzioni ARC e condotta da ricercatori della Melbourne School of Engineering dell’Università di Melbourne in collaborazione con CSIRO Oceans and Atmosphere in Hobart e l’Istituto IHE-Delft per l’educazione idrica nei Paesi Bassi.