Perché è sbagliato scegliere le diete dimagranti veloci?

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I rischi delle diete dimagranti veloci sono molti e talvolta leggermente differenti in base alla strategia adottata.
Tra i più frequenti ricordiamo:

  1. Debolezza, spossatezza, astenia, riduzione delle funzioni psico-fisiche
  2. Peggioramento delle prestazioni sportive (tutte, soprattutto di lunga durata)
  3. Fame
  4. Chetogenesi e tendenza alla chetoacidosi metabolica: per la carenza di glucidi che determina un metabolismo energetico scompensato
  5. Tendenza alla disidratazione
  6. Tendenza alla stipsi
  7. Alterazione della composizione della flora batterica intestinale
  8. Riduzione delle minzioni, con urine scure e talvolta dall’odore intenso
  9. Nei soggetti predisposti, aumento delle possibilità di litiasi renale; ciò avviene per: la disidratazione e per il cambiamento del pH urinario.
  10. Nei soggetti predisposti, aumento delle possibilità di litiasi biliare; ciò può avvenire per: la carenza di grassi alimentari che non permettono lo svuotamento regolare della colecisti, per la disidratazione e/o per lo squilibrio della bile.
  11. Tendenza a:
    1. Pressione arteriosa bassa (ipotensione)
    2. Glicemia bassa (ipoglicemia)
    3. Crampi muscolari.
  12. Deperimento generale, visibile anche da molti segni clinici che interessano la pelle, le mucose, i capelli, le unghie ecc.
  13. Per diete più restrittive, nel lunghissimo termine, si può manifestare la riduzione del metabolismo basale.

Diete dimagranti veloci più diffuse

Diete simil-mediterranea con apporto energetico insufficiente

E’ definita tale se a un soggetto sedentario propone meno calorie del metabolismo basale o se assegna a uno sportivo meno del 70-90% dell’energia normale (varia a seconda del caso). Mantiene una ripartizione simile a quella della dieta equilibrata ma, per colpa dell’apporto nutrizionale globale inadeguato, deperisce più o meno rapidamente l’organismo.

Diete chetogeniche

Enfatizzano la riduzione di carboidrati a vantaggio delle proteine e dei grassi, generalmente senza tener conto del contenuto calorico totale della dieta.Un simile approccio alimentare ha indubbi effetti dimagranti, in quanto favorisce la mobilizzazione di grassi a scopo energetico e riduce l’appetito. Effetti dannosi: aumentano i livelli plasmatici di acido urico (gotta), alterano l’equilibrio elettrolitico e favoriscono la disidratazione corporea, incrementano la perdita urinaria di calcio (potrebbero aumentare il rischio di osteoporosi), aumentano i lipidi plasmatici (ipercolesterolemia e maggior rischio per malattie cardiovascolari); esauriscono le scorte di glicogeno dell’organismo diminuendo sensibilmente la capacità di allenamento e competizione.

Diete iperproteiche

L’approccio dietetico è simile al precedente, ma meno estremizzato; molte riducono sia la concentrazione di glucidi che di lipidi. Vengono proposte come diete dell’ultima “chance” per prepararsi in fretta alla prova costume. Effetti positivi e negativi sono simili a quelli delle diete chetogeniche.

Diete fondate sul digiuno, totale e intermittente o solo parziale

Fortemente ipocaloriche (da 0 a meno di 500 kcal ogni 12 ore), la maggior parte (ma non tutte) si basa sulla somministrazione di pasti a base di verdure, frullati e tisane dimagranti. Assicurano una rapida perdita di peso, ma rallentano sensibilmente il metabolismo basale (soprattutto con digiuni che superano le 48 ore) e, nel medio-lungo periodo, possono avere soltanto un effetto: aumentare la tendenza a ingrassare della persona che le ha intraprese (buona parte del peso perduto va a discapito della massa muscolare, mentre la percentuale di grasso rimane sostanzialmente invariata).

Diete monotematiche

Il loro basso contenuto calorico favorisce il dimagrimento, negativizzando l’apporto energetico. Fanno presa su persone con scarse conoscenze in campo alimentare dato che, essendo facili da seguire, hanno un buon approccio psicologico su chi le segue.

Questo particolare tipo di diete dimagranti, a causa dell’estrema restrittività, finisce con generare carenze di principi nutritivi. Dopo poche settimane la dieta diventa noiosa ed è lo stesso organismo, impoverito di alcune sostanze nutritive, a chiedere la sospensione della dieta (debolezza, affaticamento mentale, problemi gastrointestinali).

  • Malnutrizione: per carenza di uno o più nutrienti, essenziali o comunque necessari per la salute generale
  • Abbandono precoce: per impegno psico-fisico eccessivo (frequente negli sportivi).

Ovviamente, per il dimagrimento delle persone sane, più è lento il dimagrimento e minori sono i rischi di cui abbiamo parlato. Tuttavia, bisogna anche tenere in considerazione l’aspetto psicologico. Un calo ponderale troppo lento è certamente poco motivante ma, in fin dei conti, si tratta di una variabile soggettiva.