Prurito anale, chi si gratta è perduto, ecco cosa fare

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C’è prurito e prurito. Tutto dipende dalla sua intensità, dalla sua localizzazione e dalla causa che lo provoca. Il prurito anale è una spiacevole condizione pseudo-patologica in cui viene percepita la necessità più o meno impellente di grattarsi.

Il prurito anale è spesso dovuto a processi morbosi-irritativi localizzati attorno all’orifizio anale, quali candidosi, dermatiti anali, emorroidi, fistole anali, gonorrea, ossiuriasi e ragadi anali. Oltre alle cause appena descritte, il prurito anale può dipendere anche da fattori di natura psicologica (stress) oppure dalla scarsa igiene intima o, ancora, da disordini tiroidei. Il prurito anale è accompagnato da sintomi secondari, in particolar modo bruciore, dolore locale, eritema e perdite anali di sangue.

Ecco casa fare

Utilizzare carta igienica morbida, non colorata e non profumata: le sostanze coloranti ed i profumi possono aggravare il prurito anale o favorirne lo sviluppo.

  1. Indipendentemente dalla presenza di prurito anale, si consiglia sempre di preferire detergenti intimi delicati, a pH fisiologico
  2. Lavare accuratamente la zona anale dopo l’attività sportiva: anche il sudore può accentuare od innescare un fastidioso prurito anale, che spesso si diffonde anche a livello genitale;
  3. Asciugare sempre accuratamente la zona genitale ed anale con il phon o con un panno morbido di cotone (in particolare, dopo l’igiene intima);
  4. Indossare biancheria di cotone: preferire quella senza cuciture e con elastici morbidi per non irritare la zona genitale ed anale già irritata; Se possibile, in caso di lavori che richiedono di star seduti per lungo tempo, adagiarsi su un cuscino di spugna o di cotone per ridurre la sudorazione a livello genitale ed anale

Regolarizzare la frequenza di evacuazione: i soggetti affetti da diarrea cronica tendono a lamentare prurito anale. Si consiglia, pertanto, di seguire una dieta specifica in modo da tenere sotto controllo i movimenti intestinali. Tuttavia, il prurito anale interessa anche i soggetti affetti da stipsi cronica: le feci dure possono infatti lesionare l’orifizio anale, provocando ragadi e prurito

Cosa Mangiare
Un’alimentazione sana e bilanciata è la base per una perfetta regolarità intestinale: una frequenza di evacuazione troppo bassa o eccessiva favorisce l’insorgere del prurito anale.

Assumere un adeguato quantitativo di fibre, cereali integrali (es. crusca) ed ortaggi. Assumere yogurt con fermenti lattici vivi od un probiotico in caso di terapia antibiotica prolungata (per rafforzare le difese immunitarie). Consumare tanta frutta e verdura, in quanto ricca di antiossidanti (vitamina C ed E) e fibre. Se si sospetta il prurito anale dipendente da allergia alimentare, seguire una dieta di esclusione, utile per identificare l’alimento responsabile.

Rimedi naturali

Per velocizzare la guarigione, si consiglia di applicare creme, pomate, lozioni od oli specifici, formulati con principi attivi ad azione lenitiva, antipruriginosa ed emolliente:

  1. Amamelide (Hamamelis virginiana L.) → particolarmente indicata in caso di prurito anale dipendente da emorroidi
  2. Crema a base di Uncaria tormentosa → proprietà antinfiammatorie ed immunostimolanti
  3. Olio di mandorle dolci (Prunus dulcis o Prunus amygdalus) → proprietà antipruriginose, lenitive e nutrienti
  4. Iperico (Hypericum perforatum) → consigliato nel caso il prurito anale fosse accompagnato da taglietti e piccole abrasioni. L’iperico vanta proprietà cicatrizzanti ed antinfiammatorie
  5. Pomate a base di camomilla (Matricaria camomilla L.) → proprietà antinfiammatorie, lenitive
  6. Creme a base di avena (Avena sativa) → proprietà disarrossanti ed antipruriginose
  7. Pomate a base di zinco: proprietà anti-irritative. Reperibile spesso in associazione a cera d’api, glicerolo vegetale e olio di mandorle dolci

Dieta ricca di fibre contro il prurito anale

Le fibre insolubili contenute negli alimenti di origine vegetale assorbono rilevanti quantità acqua aumentando il volume delle feci, che si fanno abbondanti, poltacee e più morbide. L’aumento della massa fecale accelera la velocità di transito intestinale diminuendo l’assorbimento di nutrienti e facilitando l’evacuazione. La fermentazione delle fibre e dell’amido resistente stimola invece la crescita microbica favorendo l’equilibrio della microflora intestinale.

Infine, il controllo dello stimolo a grattarsi, che dev’essere per quanto possibile ignorato o risolto pizzicando leggermente la cute attraverso gli indumenti (grattarsi provoca la rottura delle cellule e la conseguente fuoriuscita di sostanze che aggravano il prurito anale)