Razzismo, anche Coca Cola sospende pubblicità su Facebook

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Facebook rischia di vedersi ridurre drasticamente gli introiti pubblicitari a luglio ora che anche un gigante come Coca-Cola ha deciso di boicottare la piattaforma social di Zuckerberg, Instagram incluso.

L’accusa rivolta a Facebook e ad altri social come Twitter e Instagram è quella di non fare abbastanza per contrastare il razzismo e la presenza di contenuti discriminatori sulle proprie piattaforme. Lo stop alla pubblicità scatterà dal primo luglio. “Non c’è spazio per il razzismo nel mondo e non c’è spazio per il razzismo sui social media.

James Quincey, CEO di Coca-Cola:

Non c’è posto per il razzismo nel mondo e non c’è posto per il razzismo sui social media. The Coca-Cola Company metterà in pausa gli annunci pubblicitari a pagamento su tutte le piattaforme social nel mondo per un minimo di 30 giorni. Sfrutteremo questo periodo per rivalutare le nostre politiche pubblicitarie per definire quali revisioni si rendano necessarie. Ci aspettiamo anche una maggiore responsabilità e trasparenza da parte dei nostri partner dei social media.

Come è nata la protesta

Tutto è iniziato all’inizio di giugno tra le pressioni di organizzazioni per i diritti civili come la National Association for the Advancement of Colored People e la Anti-Defamation League. Oggi, secondo Color of Change, uno dei gruppi che sostengono la campagna di boicottaggio, sono quasi 100 gli inserzionisti che si sono uniti a questa forma di protesta. Molti dei partecipanti sono piccole imprese, che costituiscono la maggior parte degli otto milioni di inserzionisti di Facebook. Ma come abbiamo visto, col passare dei giorni è cresciuto il numero di grandi aziende aderenti. Grandi aziende che spendono milioni di dollari all’anno sui social, in particolar modo su quelli della galassia di Facebook Inc. Va detto che Facebook spende miliardi di dollari all’anno per mantenere sicure le sue piattaforme e collabora con esperti esterni per rivedere e aggiornare le sue politiche. Ma evidentemente non basta.